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Bivacco Fugera

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DOTAZIONE: nel bivacco potete trovare: una stufa, un tavolo, 7 posti letto con relativo materassino di spugna fine, sedie, panche, suppellettili vari. Avvertenze: l'acqua è recuperabile alla sorgente posta 100 metri di dislivello lungo il sentiero di accesso lato nord, la legna (se non è stata consumata tutta) è recuperabile sotto la tettoia posta dietro la casa diroccata adiacente la Fugera.

 

Nel 2024, in occasione del Centenario della fondazione della Sezione CAI-UGET di Bussoleno, il Direttivo della stessa, vuole lasciare una traccia sul territorio in ricordo di questo importante traguardo e stipula con la proprietà, Franco Salino, un comodato di cessione ventennale del casotto Fugera in modo da poter procedere ad una radicale ristrutturazione resasi ormai inevitabile dal tetto pericolante.

Nell’estate del 2023 la sezione promuove una campagna di raccolta fondi “Ristrutturiamo insieme il bivacco Fugera” e grazie al contributo economico dei Soci, del Consorzio Alpino TO3, del CAI-UGET di Torino e delle sezioni CAI dell’Intersezionale, vengono recuperati una parte dei fondi utili per la ristrutturazione.Fugera1

Storia: la storia della Fugera inizia da molto lontano ed è legata inizialmente ad uno strato di roccia compatta attraversata da particolari e suggestive venature. Il marmo verde di Susa, detto da alcuni propriamente “verde antico”, venne sfruttato razionalmente dalla Real Casa a partire dal 1724. Due anni dopo il Conte Ferraris di Tremone, sotto il regno di Carlo Alberto III, fa costruire un’adeguata strada di accesso al sito.

Nel 1749 viene impiantata, sul rio detto allora della Colombera (oggi Moletta), nei pressi delle Grange di Bussoleno, una segheria per trasformare in lastre i blocchi estratti. Ancora oggi sono visibili alcuni di questi blocchi abbandonati, di cui uno all’inizio della strada per Falcemagna (lato destro vicino alla fontana) e due salendo verso la sorgente Addoi.

La segheria viene chiusa nel 1789 mentre la cava continua l’attività fino al 1792.

Poi, dopo un periodo di sospensione, nel 1835 re Carlo Alberto, volendo adornare il Palazzo Reale di Torino di marmi piemontesi, decise di riaprirla.

La cava è tuttora visitabile continuando, dalla Fugera, sul sentiero di salita verso il Monte Ciarmetta.

Ad inizio ‘900 il signor Francesco Righini, cacciatore (un borghese di Torino che frequenta la zona) andando a caccia con il nonno materno di Franco Salino, Ferdinando Peirolo (classe 1870, proprietario dei prati) si innamora del posto e con il permesso del nonno Ferdinando, decise di far costruire un ricovero.

Il casotto è costruito in pietra con l’interno interamente rivestito in legno e serve da base per la caccia. (Sul trave in pietra della porta sono ancora visibili le iniziali “F-R” incise).

Il signor Righini perde la vita nella prima guerra mondiale, il nonno Ferdinando muore nel 1952, il casotto viene abbandonato, le perline bruciate, il tetto crolla e diventa un edificio inutilizzabile.

Battista Luigi Salino (classe 1914 e padre di Franco) nel 1960 pensa di ristrutturarlo; con l’aiuto degli amici Americo Leschiera, Armando Gillo, Morello Piercarlo e altri ripuliscono la struttura, rifanno il tetto, i serramenti e lo rendono di nuovo usufruibile.

Negli anni’80 gli amici del CAI di Bussoleno fanno qualche miglioria interna, ma il capanno è ormai da ristrutturare.

Fugera7Lavori effettuati: si inizia nel mese di agosto con la sistemazione di due vasche per l’acqua per poter realizzare le opere in cemento. L’acqua viene pompata dalla fontana, situata cento metri più in basso, tramite una vecchia pompa donata dagli AIB.

Nella primavera 2024 iniziano i lavori di smantellamento della struttura eseguiti interamente da amici e Soci volontari della sezione, l’impegno è stato di 33 persone con 30 giornate di presenza. Purtroppo la primavera piovosa ritarda il proseguire dei lavori, dobbiamo aspettare la fine di giugno, finalmente una pausa di bel tempo ci permette di procedere, tutti i materiali sono elitrasportati e in una settimana la ditta di Davide Fontan porta a termine le opere murarie. Sostituito il tetto, gli infissi, intonacato il muro interno, realizzato il pavimento in lose.

Ai volontari sono rimasti i lavori interni, realizzazione nuovi soppalchi, arredi, suppellettili e allestimento della stufa. All’esterno sistemazione area adiacente il bivacco con rifacimento del muro di sostegno fronte struttura, pavimentazione esterna in lose e la realizzazione di una tettoia con funzione di legnaia.Fugera4

Inaugurazione: siamo ai primi giorni di novembre, ultimi ritocchi e il 17 novembre finalmente si inaugura la struttura con una escursione con partenza da Falcimagna a cui partecipano 150 persone, il vicepresidente del CAI Nazionale Giacomo Benedetti, invitato, si complimenta con tutti i Soci per l’opera realizzata.

Un ringraziamento particolare va ai moltissimi Soci e amici che hanno fatto dono al bivacco del loro lavoro, del loro denaro, della loro amicizia e della loro disponibilità.

Per la Fugera si apre una nuova vita. Il vecchio “casotto” diventa a tutti gli effetti un Bivacco inserito nelle strutture del CAI e in quanto tale aperto a tutti.Fugera2

Contesto ambientale: la posizione, particolarmente fortunata, fa della Fugera e del piccolo promontorio su cui è stata edificata, un luogo estremamente panoramico con la vista che spazia sulla Bassa Valle fino alle colline torinesi e sull’Alta Valle fino alle cime di confine.Fugera5

E’ inoltre un punto privilegiato per binocolare sul grande bacino dell’Addoi dove, sui ripidi pendii intercalati da balzi rocciosi, vivono numerosi branchi di camosci.
Molto interessante dal lato ambientale, escursionistico e sportivo è tutta la fascia rocciosa calcarea che si sviluppa dal fondovalle nei bacini orografici del rio Moletta e del rio Rocciamelone: l’Orrido di Foresto con l’Oasi del Ginepro, la grande parete rossa di Catteissard suddivisa in numerosi settori di arrampicata, l’Addoi di cui si è già scritto, la cima di Balmafol il cui nome evoca una delle più significative battaglie della guerra partigiana, la presenza di numerose frazioni, borgate, casette in parte ormai diroccate o sommerse dalla vegetazione ma testimoni silenziose di una civiltà montanara ormai scomparsa.

Fugera6Sul territorio si snodano numerosi sentieri di differente lunghezza e difficoltà che hanno nella Fugera il loro naturale punto di arrivo o di passaggio per tanti escursionisti.

Percorso 1

Accesso: in auto fino alle Grange di Bussoleno, poi dalla frazione Falcemagna proseguire su sterrato per circa 1 km. Fino ad un parcheggio dove si lascia l’auto.

Descrizione: proseguire per la ripida sterrata con divieto di accesso ai mezzi motorizzati per circa 1,5 km fino quasi al casotto dell’acquedotto dove parte il sentiero per il bivacco Fugera.

Percorso in ombra, consigliato per i mesi estivi.

Dislivello: 620 mt. 3 km.

Tempo: 1,5/2 ore.

Volendo si può partire direttamente dalle Grange di Bussoleno.

Percorso 2

Accesso: in auto fino alle Grange di Bussoleno, poi strada per frazione Falcemagna, poco prima dell’abitato imboccare a sinistra una strada sterrata che conduce a case Trucco.

Descrizione: da case Trucco imboccare un sentiero che in falso piano conduce alla tavola di orientamento in prossimità del Trucco di San Martino. Da qui il sentiero diventa ripido e sassoso, costeggia le pareti di arrampicata di Catteissard e le case diroccate di Ca’ Teissard. Si incontra un bivio (a sinistra si va all’Eremita) e si prosegue in salita verso il bivacco Fugera.

Percorso soleggiato e consigliato per i mesi invernali.

Dislivello: 660 mt. 3,7 km.

Tempo: 2 ore.

Volendo si può partire a piedi direttamente da Foresto.

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