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Arsine028 giugno 2026

Col e Lac d’Arsine

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Lac d’Arsine dal Col du Lautaret e discesa a Le Casset per il Sentier des Crevasses

La giornata prende il via con una scelta rivelatasi subito felice: all’ultimo momento decidiamo infatti di invertire il senso dell’anello, partendo proprio dal colle anziché da Le Casset. Passo dopo passo, la decisione si dimostra più che azzeccata: le temperature sono alte e questa inversione ci permette di evitare la salita più dura sotto il sole, riducendo anche il dislivello complessivo in salita. Soprattutto, ci regala fin dall’inizio un panorama ampio e meraviglioso, di quelli che fanno partire la giornata con il passo giusto e con lo sguardo già pieno di montagne.Arsine1

Durante il trasferimento lasciamo alcuni compagni di viaggio a Pont de l’Alpe, da dove partiranno per la ferrata all’Aiguillette de Lauzet, e proseguiamo quindi in pullman fino al Col du Lautaret. All’arrivo, prima di metterci in cammino, il gruppo sente il bisogno di una pausa “tecnica” e di un buon caffè. Ci fermiamo in uno dei café del colle, ma l’accoglienza non è esattamente memorabile, complice la gentilezza piuttosto “limitata” del gestore. Poco male: cambiamo rapidamente programma e ci affidiamo a un chiosco nei pressi, che ci restituisce il sorriso e soprattutto la soddisfazione di un buon caffè prima della partenza.

Dal Col du Lautaret imbocchiamo il bellissimo Sentier des Crevasses, un itinerario molto panoramico e poco faticoso che collega il colle al Col d’Arsine.
Il sentiero entra subito in un ambiente grandioso, circondato dalle cime imponenti del Pic Gaspard, del Pic de Neige Cordier e della Montagne des Agneaux.
Camminiamo con ampie vedute sulle montagne e sui valloni circostanti, accompagnati da quella sensazione di spazio aperto che rende il passo leggero e invita continuamente a fermarsi per guardare.

Arsine2Salendo, poco dopo l’Alpe de Villar-d’Arêne, scegliamo una piccola deviazione su un sentiero secondario. È una variante che ci permette, all’andata, di puntare direttamente verso il Lac d’Arsine, lasciando il passaggio dal Col d’Arsine per il percorso di ritorno. Il tracciato ci porta progressivamente dentro un ambiente sempre più alpino e suggestivo.

Entriamo nel Parc des Écrins, e non ce ne accorgiamo soltanto dalla bellezza del paesaggio. A darci il benvenuto ci sono anche numerose marmotte, presenti in modo naturale e rilassato lungo il percorso, per nulla disturbate dal nostro passaggio. La loro tranquillità, in mezzo a un ambiente così vasto e luminoso, aggiunge alla camminata un tocco semplice ma speciale, quasi un segno di armonia con il luogo che stiamo attraversando.

La deviazione conduce poi verso l’imponente morena frontale del Glacier d’Arsine, che risaliamo fino a raggiungere il ghiacciaio e i laghi annessi, situati a circa 2451 metri. Il Lac d’Arsine appare incastonato in un ambiente severo e spettacolare, dominato dalle forme del ghiacciaio e dalle montagne circostanti. È uno di quei luoghi in cui il paesaggio sembra farsi più essenziale: roccia, acqua, ghiaccio e silenzio, con colori netti e una luce intensa che rendono tutto ancora più suggestivo.Arsine3

Ci fermiamo per il pranzo nei pressi di uno dei due laghetti glaciali d’Arsine. Nonostante l’altitudine, fa molto caldo, e la pausa diventa un momento particolarmente piacevole. C’è chi si gode semplicemente il riposo davanti all’acqua, chi fotografa, chi osserva il ghiacciaio e chi, con un certo coraggio, osa persino fare il bagno nelle acque glaciali, dal colore grigio chiaro. Un gesto breve, gelido e memorabile, accolto con sorrisi e stupore dal resto del gruppo.

Dopo la visita al lago, riprendiamo il cammino scendendo verso il Col d’Arsine, a quota 2340 metri, dove ritroviamo il percorso principale. Da qui inizia la lunga discesa verso Le Casset. Il sentiero scende dolcemente, incontrando piccoli laghi dalle colorazioni molto particolari, che offrono continue occasioni per pause, osservazioni e fotografie. L’acqua accompagna spesso il nostro cammino, cambiando forma e colore, e rende l’ambiente ancora più ricco e vivo.

Proseguendo raggiungiamo il suggestivo Lac de la Douche, a quota 1901 metri, caratterizzato dal suo colore “glaciale” e dalla bella vista sulle seraccate del Glacier du Casset. Anche qui il paesaggio invita a rallentare: il lago, il torrente, le montagne e il ghiacciaio compongono un quadro naturale di grande fascino, diverso da quello più severo del Lac d’Arsine ma altrettanto coinvolgente.

Dal Lac de la Douche continuiamo lungo la strada forestale, seguendo la sponda sinistra del torrente. Il percorso diventa più semplice, ma la distanza comincia a farsi sentire. Nell’ultima parte della discesa proviamo ad accelerare un po’, spinti soprattutto dal desiderio di arrivare a Le Casset per rifornirci d’acqua. Il paese ci accoglie con la fontana tanto attesa e con una gradita sorpresa: un piccolo locale dove possiamo concederci gelati e sorbetti, conclusione perfetta dopo tanti chilometri sotto il sole.

Arsine4Raggiungiamo infine il pullman, dove ritroviamo anche i compagni di viaggio che al mattino avevamo lasciato a Pont de l’Alpe per la ferrata all’Aiguillette de Lauzet. Il gruppo si ricompone, ognuno con la propria esperienza della giornata, ma con la stessa soddisfazione negli occhi.

La gita si chiude con la sensazione condivisa di aver vissuto una giornata piena e riuscita. Il dislivello, pur discreto, si è mantenuto intorno ai 600 metri; la distanza complessiva, oltre 20 Km, e le circa 8 ore di cammino e soste hanno dato all’escursione un respiro ampio e appagante. Abbiamo attraversato un ambiente bellissimo, ricco di acqua, panorami e silenzi, camminando davanti ai giganti del Parc des Écrins. Una di quelle escursioni che restano nella memoria non solo per i luoghi raggiunti, ma per il modo in cui la giornata si è costruita passo dopo passo, tra decisioni fortunate, paesaggi grandiosi e piccoli momenti condivisi.

Un grazie sincero a tutti i partecipanti per la bella compagnia e per aver condiviso questa lunga e intensa giornata di montagna.

Prossimo appuntamento domenica 12 luglio al rifugio Frassati e il 26 luglio al Col di Nannaz in Valle d'Aosta.

Fabrizio Barbero

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