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24 maggio 2026
Rocca Senghi
Ogni volta che arrivo a S.Anna di Bellino, i miei occhi sono attirati dall’enorme blocco di quarzite che, come una sentinella, domina e controlla la valle.
La voglia di salirla è tanta ma, scialpinismo o escursionismo, mi hanno sempre portato su altre mete.
Oggi, finalmente l’occasione è arrivata. Il CAI di Bussoleno organizza la salita di Rocca Senghi percorrendo la ferrata che si snoda lungo la sua parete verticale.
Partiamo alle 6,30 e, con le soste lungo la valle, riempiamo il pullman da 40 posti.
La metà dei partecipanti scende a Rore, una frazione di Sampeyre, dove effettua un’escursione al rifugio Meira Paula e al Monte Ricordone. Noi proseguiamo alla volta di S.Anna.
Siamo in 19, tutti carichi e motivati; il cielo terso, l’aria calda e l’allegria contribuiscono a scacciare i dubbi che assalgono alcuni alla vista della rocca. Purtroppo una storta lungo il tragitto di avvicinamento ci priva della presenza di Giuseppe, new entry del gruppo.
In un’ora di marcia su un caratteristico sentiero che si inerpica sui ripidi pendii erbosi arriviamo all’attacco della ferrata.
La grande parete gialla che ci sovrasta è alta e verticale; a qualcuno ritornano i dubbi iniziali, ma ormai siamo in ballo...
Francesco e Sissi aprono le danze seguiti a breve distanza da tutti gli altri, Alberto e Mauro chiudono.
E’ una ferrata particolare, molto fisica, con gradini distanti che obbligano spesso all’uso della roccia per appoggiare i piedi. Il percorso segue lo spigolo della rocca con numerosi e brevi traversi e muri leggermente strapiombanti.
Molti di noi sono veterani di ferrate e tutti ne notano il suo “carattere” particolare. Quelli con meno esperienza faticano un po’ nei passaggi esposti ma pian piano il serpentone sale i primi 150 metri verticali, poi la parete si abbatte leggermente è tutto diventa più facile.
In meno di 2 ore siamo tutti in cima con grande soddisfazione generale, foto di rito con tutto il gruppo, pranzo veloce ed inizia la discesa che ci regala un’altra chicca...
Una galleria scavata nella roccia ci consente di arrivare velocemente al colletto di discesa.
Pile frontali sul casco e si scende al buio per una cinquantina di metri uno scosceso tunnel, dopo percorriamo un lungo salone che sbuca sulla parete della rocca a pochi metri sopra una casermetta.
Veloce discesa sul sentiero e rientro al pullman. Ci fermiamo a Casteldelfino per una birra o un caffè e poi raggiungiamo Rore dove gli amici escursionisti ci attendono sul ciglio della strada.
Scambi di esperienze e di foto, qualche chiacchierata ma poi sul pullman cala il silenzio; caldo e stanchezza hanno la meglio e molti si addormentano.
Che dire... bella giornata, ambiente grandioso, ferrata “impegnativa”, compagnia ottima. L’augurio è di ritrovarci tutti per la prossima ferrata il 28 giugno all’Aiguillette du Lauzet.
Claudio B.




























