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Ricordone124 maggio 2026

Monte Ricordone

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 La gita sociale del 24 maggio ha avuto luogo in Val Varaita e si è svolta in una calda giornata di sole, anche se purtroppo le nuvole sulle cime piu' alte e la foschia ci hanno impedito di ammirare i panorami per cui è famosa la cima, che spaziano dalle Alpi Liguri fino al lontano Monte Rosa, col Monviso vicino.

Il pullman, che comprendeva anche i ferratisti diretti a Sant'Anna di Bellino per la ferrata di Rocca Senghi, ha scaricato gli escursionisti in una piazzola sulla strada provinciale nei pressi della frazione Rore di Sampeyre.Ricordone4

Eravamo in ventuno che, attraversata la provinciale, ci siamo inerpicati per una stradina asfaltata che ci ha portato alle case della frazione, dove ci attendevano, per aggregarsi, tre soci giunti in auto.
Si sale su un tratto lastricato tra le ultime case e si arriva sulla stradina asfaltata che collega Rore con la borgata Puy Superiore. Si tagliano alcuni tornanti della stradina tramite un sentiero che ci porta poco sotto le belle baite in pietra con il tetto in lose della borgata che attraversiamo su una stradina lastricata.

Arrivati alla chiesetta, dopo una breve sosta, svoltiamo a destra sulla mulattiera delimitata da antichi muretti a secco. Si sale in un bosco misto di latifoglie. L'ombra delle piante attenua il caldo della giornata.

Seguiamo le indicazioni per il Rifugio Meira Paula e arriviamo a un pilone da cui parte il sentiero che affronteremo in discesa per scendere a Puy Superiore. Dal pilone in una decina di minuti raggiungiamo il bel rifugio, purtroppo ancora chiuso (apre tra una settimana), situato in una bella radura.

Ricordone3Breve spuntino: quattro soci decidono di fermarsi e di aspettarci al ritorno dalla cima.

Si riparte su un sentiero in mezzo a un bosco di faggi e betulle che ci proteggono dai raggi del sole con la loro ombra per arrivare ad una pista che conduce a un vicino alpeggio. La si attraversa per proseguire su un sentiero che in breve ci conduce sulla Costa del Feil.

Seguiamo il costone tra betulle che diventano sempre più rade. Si intravede la cima. I pendii diventano più ripidi e il caldo, in assenza di piante, si fa sentire. In un piccolo pianoro si incrocia una mandria di mucche di razza piemontese, probabilmente sazie, distese sul prato.

Un' ultima impennata, con i pascoli abbelliti da tanti narcisi e raggiungiamo la croce di vetta che si trova poco più in basso della cima vera e propria, eretta in corrispondenza del punto dove nel 1885 si staccò una valanga che spazzò via diverse borgate causando la morte di una settantina di persone.

L'arrotondata cima (m. 1763) è vicinissima ed è sovrastata da un palo che sostiene una stazione idrometeorologica. Come già detto purtroppo panorama limitato dalle nuvole che impediscono di vedere le vette più alte e dalla foschia.

Poco dopo mezzogiorno giungiamo sulla cima dove troviamo un gruppo di cavalli merens col loro allevatore che scopriamo essere uno dei due gemelli De Matteis, che sono stati campioni italiani di corsa in montagna, vincitori di medaglie agli europei e ai mondiali.

Fra l'altro il loro fratello maggiore una ventina d'anni fa è stato per due anni ciclista professionista. Una famiglia di grandi sportivi, originari di Rore di Sampeyre.Ricordone2

Dopo esserci accomiatati dal De Matteis ci sediamo per consumare finalmente il meritato pranzo al sacco. Siamo arrivati in 18. Purtoppo, per problemi di crampi di Laura, lei e il marito, si sono fermati poco prima della vetta.

Prima della discesa foto di gruppo e poi si scende con alcuni stop per dissetarci per il caldo. Si passa dal rifugio; i quattro soci che si erano fermati si aggregano e comincia la discesa verso Rore seguendo un sentiero alternativo a quello di salita fino a Puy superiore.

A Rore sosta meritata al bar dell'unico albergo per un gelato, una birra o un caffè e rifornimento di acqua minerale. Quindi discesa alla piazzola di partenza dove, un minuto dopo il nostro arrivo, giunge il pullman con i ferratisti proveniente da Sant'Anna di Bellino.

Il viaggio di ritorno si svolge senza code per cui poco dopo le 19 si arriva a destinazione.

Arrivederci alla prossima escursione il 7 maggio al Bivacco Molino in Val di Lanzo.

Alessandro Martoglio

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