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3-9 maggio 2026
Vacanza alle Isole Eolie
Trekking sull’arcipelago, Isole di Lipari, Salina, Vulcano, Panarea, Stromboli, Filicudi e Alicudi.
Domenica 3 maggio
Finalmente è arrivato il giorno della tanto attesa vacanza primaverile. La trasferta inizia però subito con un piccolo problema: il pullman della Bellando Tour avrebbe dovuto caricare i soci a Susa alle ore 7.00, ma alle 7.15 mi chiamano dicendo che il bus non è ancora arrivato. Contatto l’autista che, tutto affannato, mi spiega di essere stato fermato ad Avigliana per un controllo della Polizia Stradale, ma che sta arrivando. Non ci resta che aspettare.
Alle 7.30 passate il pullman è finalmente a Bussoleno. Effettuate le consuete fermate lungo la valle, raccogliamo tutti i partecipanti: siamo in 44. Nonostante il ritardo, arriviamo all’aeroporto di Caselle ancora in tempo per il check-in e la consegna dei bagagli. L’aeroporto, poco affollato, ci permette di svolgere rapidamente tutte le operazioni d’imbarco.
Partiamo puntuali alle 9.40 e alle 12.30 atterriamo a Catania, dove ci attende l’autista del bus organizzato da Naturaliter, che ci accompagnerà a Milazzo, porto d’imbarco per le Isole Eolie.
Dopo circa due ore di pullman e un’ora di aliscafo raggiungiamo Lipari. Al porto ci aspettano le nostre guide, Giuseppe Battaglia e Giuseppe ... Un furgone trasporta i bagagli agli hotel, mentre noi, a piedi, attraversiamo il centro di Lipari per raggiungere le strutture, entrambe affacciate sul mare: l’Hotel Rocce Azzurre, che ospita 40 persone, e il vicino Hotel Baia Portinenti, dove alloggiano gli altri 4 partecipanti insieme alle guide.
Ci accoglie una splendida giornata di sole, con una temperatura mite di circa 20 gradi. Il paese non è ancora molto affollato: la stagione turistica sta appena iniziando. Si vedono però già diversi gruppi con gli zaini in spalla, sicuramente diretti verso le nostre stesse mete.
L’Hotel Rocce Azzurre è molto grazioso: le camere sono un po’ piccole, ma praticamente sul mare. La colazione viene servita su una terrazza quasi sospesa sull’acqua. L’Hotel Baia Portinenti, leggermente arretrato rispetto alla via principale, dispone invece di una piscina con idromassaggio, molto invidiata dal gruppo dei quaranta.
Alle 19.00 incontriamo le guide per un primo briefing sul programma della settimana. Segue una passeggiata fino al porto di Marina Corta, punto di partenza delle future escursioni, e per concludere la giornata una cena al ristorante “Il Filippino”: un’ottima cena di pesce, nel locale dove ceneremo per tutta la settimana.
Per domani, dato che nei prossimi giorni è previsto vento di scirocco e un possibile peggioramento del mare, è in programma l’escursione alle isole di Filicudi e Alicudi, le più lontane. Speriamo che il mare continui a rimanere calmo e piatto come oggi: è davvero meraviglioso.
Così è iniziata la nostra vacanza alle Isole Eolie: utilizzando ogni mezzo possibile - di terra, di cielo e di mare -siamo passati dal Nord al Sud d’Italia in pochissime ore con una piacevole differenza, la temperatura.
Osvaldo P.

Lunedì 4 maggio
Isole di Alicudi e Filicudi
La giornata si presenta con un bel sole e mare piatto. Ritrovo a Marina Corta per l’imbarco sulla motonave Aliante alle ore 9.00.
Navigazione tranquilla con passaggio nel canale tra Vulcano e Lipari. Ammiriamo da vicino i faraglioni di Lipari e in lontananza l’isola di Vulcano e Vulcanello unite dalla lingua di sabbia nera. Dopo l’attracco a Alicudi ci si incammina per una breve passeggiata tra case e natura e dall’alto godiamo di un bel panorama. Ad Alicudi non ci sono auto e si cammina in assoluta pace.
A mezzogiorno ripartenza in motonave verso Filicudi. Lungo il tragitto breve sosta in mare per ammirare la “Canna di Filicudi” altissimo faraglione vulcanico in basalto che emerge imponente dal mare. In cima alla “canna” una Madonnina portata dai “Ragni di Macugnaga”. Particolare e interessante è sapere che sulla canna vive una lucertola delle Eolie dalla pelle scura che si ciba delle piccole prede decomposte o rigurgitate dal falco della regina. Una vera convivenza in simbiosi. Breve sosta alla grotta del Bue Marino.
Durante il tragitto tra Alicudi e Filicudi pranzo a bordo con un buon piatto di penne al tonno, olive e capperi e, come dolce, amaretti e malvasia.
Si attracca a Filicudi alle ore 13.15. Filicudi è un’ isola di circa 9.3 kmq con un’altezza massima s.l.m. di 752 m. In inverno conta 280 abitanti su tre paesini, compreso il porto di Filicudi. Nel periodo estivo ospita fino a 3000 persone. In passato il territorio dell’isola era coltivato a terrazzamenti al 90%.
Le nostre guide (i due Giuseppe) ci accompagnano fino al villaggio preistorico di Capo Graziano dove, intorno al 1700 a.c., gli abitanti di Filo Braccio si spostano dalla costa occupando i terrazzi naturali del pendio per difendersi dalle incursioni nemiche provenienti dal mare. Le loro capanne avevano pianta ovale molto vicine le une con le altre con spazi liberi tra loro a mo’ di cortiletto.
Scendendo verso l’imbarco per Lipari, qualcuno lascia il gruppo e percorre il sentiero delle macine. Altri fanno il bagno (5 o 6 persone) e altri ancora salgono in cima alla punta sopra il villaggio preistorico.
Rientrando verso Lipari, in mare aperto, ci fa visita un gruppo di delfini con grandi salti. Una vera sorpresa che ha lasciato tutti a bocca aperta a conclusione di una splendida giornata.
Daniela G.
Martedì 5 maggio
Isola di Vulcano
Secondo giorno nell'arcipelago; oggi partenza alle 8.45 e con una breve navigazione, 20 minuti circa, raggiungiamo il porto di Levante sull'isola di Vulcano. Dopo un tratto di asfalto che ci serve per attraversare l’abitato, cominciamo a salire su terreno parecchio friabile. Durante la salita incontriamo altri gruppi di escursionisti, ci si ferma per fotografare quello che rimane del cratere, ma soprattutto le fumarole che ancora fuoriescono da alcuni punti. Alle 11.30 siamo tutti 41 in cima, solo 3 del gruppo hanno deciso di non fare la salita.
Foto di rito con tutto il gruppo con panorama che spazia su tutte le Eolie fino all'Etna. La discesa avviene sullo stesso itinerario di salita, solo alcuni intrepidi scendono per un tratto, su divertente ripido pendio, su terreno ghiaioso friabilissimo, chiamato da queste parti “lo scialone”.
Nei pressi dell'imbarco alcuni componenti del gruppo si immergono nelle acque sulfuree di “Pozza dei fanghi”, altri preferiscono la spiaggia adiacente. Si va anche tutti a vedere la “spiaggia nera” posta sull’altro lato dell'istmo, dopodiché ci si imbarca nuovamente per il ritorno a Lipari e raggiungere l’hotel per una meritata doccia.
Aldo B.

Mercoledì 6 maggio
Isola di Lipari
Oggi è il terzo giorno del nostro trekking alle Isole Eolie e la tappa si svolge interamente sull'isola di Lipari, dove alloggiamo, quindi senza trasferimenti via mare.
Partiamo alle 10.00 dal porto a bordo di un pullman che si fa strada tra traffico intenso e strettoie, fino a raggiungere la località di Quattropiani, punto di inizio della nostra camminata. Fin dai primi passi si apre davanti a noi un magnifico panorama sull'isola di Salina e sui vigneti della rinomata tenuta di Castellaro.
In breve arriviamo alle Cave di Caolino, un tempo luogo di estrazione di una roccia bianca argillosa, dismesse nel 1972. Oggi si presentano come un suggestivo museo a cielo aperto: le antiche fumarole hanno dipinto la roccia con spettacolari policromie naturali.
Riprendiamo il sentiero in discesa e raggiungiamo l'unica zona di Lipari dove è ancora presente attività vulcanica secondaria: le Fumarole. Proseguiamo poi lungo il percorso che attraversa una valle dominata da una parete alta circa 100 metri, dove è ben visibile la stratificazione dei depositi vulcanoclastici, Si tratta della parte geologicamente più antica dell'isola, risalente a circa 220.000 anni fa.
Il cammino è immerso in una vegetazione rigogliosa: ginestre, eucalipti, artemisia. veccia e canne di bambù accompagnano ogni passo. Al termine della discesa ci fermiamo su un'alta scogliera, di fronte ai faraglioni di Punta Palmeto, per goderci un meritato panino. Dopo circa mezz'ora ripartiamo affrontando la salita, costeggiando il mare dall'alto sotto un sole caldo, circondati da cactus imponenti, ginestre, camomilla dei tintori e cisto rosa.
Dopo circa un'ora raggiungiamo le Terme di San Calogero. Gli archeologi ritengono che fossero utilizzate già intorno al XV secolo A.C., rendendole il più antico edificio termale del Mediterraneo.
Rimaste in funzione fino agli anni '80, sono state chiuse per problematiche burocratiche. In seguito sono state utilizzate per eventi artistici e come ecomuseo, ma oggi versano in uno stato di totale abbandono, nonostante l'acqua termale continui a sgorgare in una vasca nel giardino ormai trascurato.
Riprendiamo il cammino, ancora in salita, fino a raggiungere l'abitato di Pianoconte, dove ci concediamo una pausa dissetante in un piccolo bar. L'escursione è ormai agli sgoccioli: resta solo la discesa, in parte su strada e in parte su sentiero, fino al centro di Lipari, dove ci spargiamo tra i locali per gustare una granita rinfrescante.
In totale abbiamo percorso circa 12 km, con un dislivello positivo di 400 metri e negativo di 800 metri.
Erika e Patrizia
Giovedì 7 maggio
Isola di Lipari
Il meteo avverso non permette di realizzare l’uscita programmata e la guida ci propone un’escursione a Lipari.
Partiamo dopo colazione e saliamo in direzione della chiesa di San Salvatore e l’osservatorio geofisico e vulcanologico. Il percorso si snoda, dapprima su strada cementata e con notevole pendenza, in zona abitata per poi proseguire su sentiero sterrato in mezzo a un giardino botanico naturale ricco di arbusti e fiori tipici della macchia mediterranea, un vero idillio per vista e olfatto!
Prima di giungere alla chiesa incontriamo due liparesi che ci fanno dono di alcuni agrumi, arance e pompelmi, raccolti nel loro frutteto.
Proseguendo raggiungiamo la chiesetta di San Salvatore, posta a sudovest dell’abitato principale dell’isola, dove gustiamo i frutti ricevuti.
Dopo la breve sosta proseguiamo verso l’osservatorio geofisico e vulcanologico, situato sul monte Guardia, che garantisce un costante monitoraggio sismico e vulcanologico dell’arcipelago delle isole Eolie.
Lì la vista è mozzafiato: vediamo l’isola di Vulcano, Vulcanello e i faraglioni di Lipari e sembra quasi di toccarli. Luogo affascinante dove natura e scienza si incontrano.
Raggiungiamo l’estremità del promontorio percorrendo un sentiero sterrato in mezzo alla vegetazione in fiore e lì pranziamo. La vista è semplicemente spettacolare, un colpo d’occhio che abbraccia l’isola ed il mare e tutto diventa speciale.
Rientriamo percorrendo un sentiero a tratti sterrato. Sicuramente un compleanno che Flora non dimenticherà!
Flora e Olga
Venerdì 8 maggio
Isole di Panarea e Stromboli
Lo scirocco si è placato, il mare è di nuovo tranquillo. Partenza alle 8.30 e rotta su Panarea, la più piccola delle 7 isole. Sbarchiamo presso il villaggio di S. Pietro e ci incamminiamo nelle strette stradine, incrociando motorette, minitaxi, qualche Ape e anche qualche piccola auto. I negozi, i locali, le case, i giardini rendono subito l’idea di un’isola ricca. Panarea era la più povera, ora è diventata l’isola dei vip.
Usciti dall’abitato attraversiamo la spiaggia della Caletta dei Zimmari e dopo una breve ascesa e un tratto in piano ci troviamo davanti alla meraviglia di Punta Milazzese. Qui ci sono i resti di un villaggio preistorico; risale all’età del bronzo, con 23 capanne ovali in pietra nelle quali sono state rinvenute ceramiche, pentole e vasellame. La vista è mozzafiato sul mare, sullo Scoglio Bastimento e su Cala Junco, dove alcuni di noi scendono in spiaggia.
Torniamo a S. Pietro e ci imbarchiamo. Passiamo tra alcuni scogli e ci fermiamo presso quello denominato Lisca Bianca, dove dal fondo marino affiorano le fumarole, attività secondaria residua del vulcano Panarea. Costeggiamo l’Isola di Basiluzzo (poco pìù di uno scoglio), disabitato paradiso dei subacquei, e puntiamo su Stromboli. Qui ci fermiamo a pranzare nel ristorante “da Luciano”. A fine pasto festeggiamo con cannoli e malvasia il compleanno di Daniela G. (è il terzo, dopo Silvia e Flora).
Dopo pranzo ci incamminiamo lungo le pendici del vulcano. Il nostro cammino è scandito dai boati che ad intervalli regolari Stromboli ci regala e godiamo della compagnia di numerose capre selvatiche. In poco più di un’ora e mezza raggiungiamo un punto panoramico sulla Sciara del Fuoco.
Siamo a circa 300 metri di altitudine e non possiamo proseguire oltre perché proibito con un’ordinanza in seguito all’attività vulcanica di questi giorni. Possiamo comunque ammirare, fotografare e filmare i getti di lava che eruttano dal cratere. Torniamo in paese per un percorso in gran parte diverso dall’andata.
Alle 19.30 ci imbarchiamo di nuovo e ci soffermiamo nei pressi dello Scoglio Strombolicchio, che è ciò che resta della parte di lava interna e solidificata del cono vulcanico più vecchio delle Eolie. Sulla sua sommità sorge un faro, oggi telecomandato ma in passato presenziato da un Guardiano, che lo raggiungeva tramite una scaletta abbarbicata sulla roccia.
Vediamo un bel tramonto, pur con qualche nuvola che lo nasconde un po’, poi ci portiamo davanti alla Sciara del Fuoco, a debita distanza. A mano a mano che la sera si scurisce il fumo che esce dal cratere si colora di fuoco e si può anche vedere un piccolo tratto di colata infuocata lungo la Sciara. Poi una nuvola copre la nostra visuale e allora si decide di rientrare.
Silvana, Paola e Vanni
Sabato 9 maggio – Gruppo 1
Isola di Salina
Finalmente Salina. Ieri c’era il mare grosso e i traghetti sono rimasti fermi in porto.
Partiti da Lipari aggiriamo l’isola da nord-ovest per poter ammirare ancora i faraglioni poi puntiamo su Salina, destinazione il paese di Rinella. All’arrivo ci ha preceduto un traghetto della Siremar che sta effettuando le operazioni di carico e scarico e dobbiamo attendere qualche minuto.
Il molo è piccolo e non c’è posto per due barche. Questa attesa ci dà il tempo per ricordare che Salina è l’isola che ha ispirato opere letterarie e cinematografiche. Il primo riferimento è indubbiamente il Gattopardo di Tommasi di Lampedusa. Il bel Fabrizio, Principe di Salina, immortalato da Luchino Visconti nella trasposizione cinematografica con il mitico ballo con Claudia Cardinale. E qui si sono svolte le riprese del Postino dell’indimenticabile Massimo Troisi.
Ma il traghetto è ripartito e noi possiamo attraccare. Ci sono i pullman che ci attendono per portaci all’attacco del sentiero, verso la nostra cima: il monte Fossa delle Felci.
Ci dirigiamo verso la frazione Leni inoltrandoci nella Valdichiesa. La valle con la caratteristica conformazione a sella con la conca tra i due mari e ai due lati opposti i monti: il Monte dei Porri alto 860 metri e il Monte delle Felci, (dal 1984 Riserva Naturale) che sarà la nostra destinazione, alto 960 metri sul livello del mare... qui è proprio il caso di dirlo.
I monti sono il frutto dell’esplosione del vulcano che ha lasciato le due pendici montuose con la valle a ricordo della sua bocca. La valle è fertile ed ora è coltivata per lo più a vigneto. Una coltivazione detta “eroica” per la l’asprezza del territorio, con aziende che si cimentano nella produzione di Malvasia e Bianchi.
Arriviamo alla chiesa della Madonna del Terzito. Si parte. Imbocchiamo il “Sentiero 12 - Fossa delle Felci. Il nome è appropriato. Ci inoltriamo attraverso strisce di nuvole che rendono il panorama simile a una giungla primordiale. Il sentiero alterna tratti di sterrato e gradoni in una fitta vegetazione, di eucalipti, acacie, ontani, olmi, pini, lecci, cipressi, aceri di monte, cedri e altro ancora.
Arriviamo al Rifugio monte Rivi dopo circa un’ora mezza e ci fermiamo per una piccola sosta.
Dopo una mezz’ora di facile cammino sul un ampio sentiero, arriviamo in cima monte Fossa delle Felci. Sulla cima del monte, nell'avvallamento creato dal vulcano, è presente un grande castagneto. Sono da poco passate le 12 è possiamo dedicaci al nostro pranzo al sacco. Molti con il tipico panino “cunzato”.
Verso le 13 riprendiamo la marcia per scendere con un giro ad anello al Paese di Santa Marina Salina. Il sentiero, abbastanza ripido con alti gradoni, si snoda nella prima parte in un meraviglioso bosco di corbezzoli che hanno coperto l’intero sentiero facendone un tunnel naturale. Più in basso usciti dagli alberi si possono vedere i variegati resti rocciosi delle antiche colate laviche. Arriviamo a Santa Marina verso le 15.30 circa.
Ci rifocilliamo e ci raggruppiamo sulla piazzetta antistante il porto. Il tempo di rendere omaggio al monumento della bicicletta di Troisi imprigionata in un blocco di cemento e riprendiamo la navigazione verso Lipari.
Loredana e Vittorio
Sabato 9 maggio
Isola di SALINA - gruppo 2
Un gruppo di 17 persone oggi, stanchi delle camminate dei giorni scorsi e presi dalle parole di Beppe “il corto” che definiva la discesa di 900 mt particolarmente impegnativa, si è defilata dal gruppo madre.
La meta di oggi è l’isola di Salina, il gruppo rimane compatto sino al paesino di Rinella, dove i camminatori scendono per la loro escursione, salutati dagli altri che proseguono sino al paesino di Santa Marina.
Flora, con il suo savoir faire, è riuscita ad ottenere il numero privato del cellulare di Sebastiano il capitano. “ Pronto....Sebastiano il capitano? Sono Flora alle 12.15 a Marina non sale nessuno ma a Lingua alle 16.15 ci siamo tutti 17.
Che fare? Bighellonare qua e là per negozietti....andare a piedi sino al paesino di Lingua per l’unica strada asfaltata e trafficata....mahhh :“ IDEA” su indicazione,sempre della nostra guida, Beppe, si potrebbe affittare un pulmino e andare a vedere le bellezze dell’isola di Salina. Detto e fatto . Flora che è una vera ammaliatrice e nell’arte della contrattazione nessuna la batte, riesce a far scendere il prezzo iniziale di 15 euro ,per il noleggio del mezzo con autista per due ore, a 13 euro e poi facendo leva sul fatto ,che poverini noi, un po’ acciaccati, non avevamo potuto fare l’escursione con i nostri compagni riesce ancora ad avere uno sconto ulteriore di 1 euro. In tutto 12 euro comprensivi di due ore di noleggio autobus + degustazione + accompagnamento sino al paesino di Lingua.
Una mezz’oretta per visitare la via principale con i negozietti di souvenir , dove tra le tante insegne una cattura la nostra attenzione : “ALIMENTARI... PANINI... VINI... PRODOTTI TIPICI... e CAZZATE VARIE.”
Pronti alla partenza ci attende il nostro autista Angelo che si è dimostrato, durante il percorso ,un’ottima guida . Salina è un’isola molto verde e coltivata per gran pan parte a vite da cui si ricava l’ottimo vino passito Malvasia . Attraversiamo il paesino di Malfa , dove si sta ultimando il piccolo porticciolo per le barche private.
Qui sorgono gli hotel più esclusivi e le ville per signori danarosi in uno di questi hotel il costo per una notte supera i 1000 euro, tanto quanto è costata la nostra permanenza di una settimana alle Isole Eolie. Angelo ci accompagna ad un punto panoramico da dove si possono ammirare, su entrambi i lati,tutte le isole che compongono l’arcipelago.
In prossimità si trova una bella costruzione , adibita un tempo a faro ed ora in disuso. Qui immancabile foto di gruppo e foto all’ “Ape Calessino” mezzo di trasporto per turisti. Si procede sulla strada tortuosa sino a raggiungere la bellissima spiaggia rocciosa di Pollara ,zona resa famosa dal film “Il Postino” di Troisi. Andiamo infatti a visitare la casetta utilizzata per le riprese cinematografiche, lasciata come allora.
Dall’alto del parcheggio si può ammirare il borgo di Pollara che sorge nella fossa di un mezzo cratere vulanico l’altra metà è crollata e si può vederne solo uno scoglio che affiora dal mare in acque cristalline. Da qui dicono che all’imbrunire sia possibile ammirare uno dei tramonti più belli del mondo: peccato che a quell’ora non saremo più qui!
Si prosegue poi verso Val di Chiesa dove sorge il santuario della Madonna del Terzito eretto nel 1630 e meta di pellegrinaggi. All’interno una bella statua della Vergine vestita con un sontuoso abito ricamato blu e dal volto dolcissimo. In questo luogo, proprio dietro il Santuario , partono i sentieri per arrivare in cima al monte Fossa delle Felci , dove sicuramente l’altra parte del gruppo è partita questa mattina per l’escursione.
Si ritorna quindi a Santa Marina per la degustazione... capperi... biscotti... pomodori secchi farciti con ricotta e capperi canditi... e l’immancabile bicchierino di Malvasia... una botta da 16 Gradi che rende tutti euforici. Locale ristrutturato con gusto dal proprietario , appena entrati si nota subito un divanetto realizzato tagliando a metà un’auto 500, e poi parte delle pareti ricoperte da tappi di sughero e appesa alla parete una delle biciclette utilizzate nel Film “ Il Postino” Qui si fanno acquisti con i vari prodotti.
Andando poi verso il paesino di Lingua sul bus c’è un clima euforico ed Angelo commenta che non c’è da preoccuparsi , succede sempre così dopo aver bevuto la Malvasia.
A Lingua ci dirigiamo subito sul lungomare verso il locale da Alfredo che ci è stato raccomandato, dove ironia della sorte incontriamo un cameriere che ha un bulgalow nel campeggio di Chianocco.... il modo è proprio piccolo. Qui gustiamo un ottimo “pane Cunzato” e meno male che ci fa la porzione piccola... già così per l’abbondanza di ripieno abbiamo fatto fatica a finirlo.
Ancora una capatina veloce al Faro e al laghetto di acqua salmastra che fu sede delle saline da cui l’isola prese il nome. E’ arrivata l’ora di ripartire, Flora telefona a Sebastiano il capitano che prontamente ritira l’ancora e ci viene a prendere. A Santa Marina ci ricongiungiamo con il resto del gruppo e ritorniamo a Lipari.
Enrica C.























