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21 marzo 2026
Ferrata di Caprie
Ritorniamo dopo qualche anno sulla ferrata di Caprie. Il tempo trascorso ha lasciato il segno sulla roccia più consumata e liscia e sui nostri visi un po' più rugosi; ma ci sono anche nuovi e giovani partecipanti... e questo ci fa ben sperare per il futuro della nostra sezione e del CAI tutto.
Ci ritroviamo in 13 alle 9,30 del mattino a Caprie. Dovevamo essere in 18 ma ci sono state 4 defezioni per problemi di salute. Ne manca una e siamo in 13, il che, a seconda del grado di superstizione può essere un problema.... Ma ecco che arriva l'auto della polizia municipale con a bordo l'ultimo mancante all'appello. Brava Merita, ci hai salvato dal numero 13 e da eventuali multe di parcheggio vietato.
Ci prepariamo, controllo dell'attrezzatura, e via veloci all'attacco. Alcuni sono alla loro prima volta su ferrata, per altri è un ritorno dopo analoghe esperienze vissute lo scorso millenio. Intercaliamo novizi con scafati, uomini e donne (7 a 7) e partiamo.
La prima parte inclinata non presenta particolari difficoltà a parte la roccia ormai liscia e scivolosa. Passati sotto la caratteristica lama nel vuoto che obbliga movimenti un po' contratti siamo sulla cengia mediana e con la via di fuga che nessuno prende in considerazione.
Si prosegue sulla seconda parte leggermente più impegnativa. Ma la colonna fila via veloce, tra foto e chiacchiericcio, fino al ponte tibetano superato da tutti senza problemi e in breve siamo alla fine. Pausa, foto di rito del gruppo, panino (per chi lo aveva portato) e rientro all'auto.
Imbocchiamo il classico e veloce sentiero di discesa che lo scorso anno è stato interessato da una frana.
In realtà tutti lo percorrono destreggiandosi tra alcuni alberi caduti e qualche pietrone. Roba da poco che Giorgio con la sua motosega risolverebbe con un paio d'ore di lavoro.
Alle 12,30 siamo tutti alle macchine, felici e contenti della bella esperienza. Saluti, abbracci, baci e arrivederci alla prossima....
Claudio B.



















