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Anno 2021

Relazione di tutte le gite

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Autunno 2020 - Primavera 2021 - Pulizia Sentieri
Dal mese di ottobre non vi abbiamo più informato sull’attività Pulizia Sentieri.
Non potendo fare gite il gruppo Pulizia Sentieri non ha smesso la sua attività neanche durante l’inverno.
Nelle giornate soleggiate si è continuato il lavoro sui sentieri del versante Sud di Bussoleno, con il progetto di creare tre intinerari ad anello per passeggiate invernali.
Il primo, da Foresto alla tavola di orientamento, Truc di San Martino, e discesa sul versante opposto, Voute, Vignoletto, Foresto.
Il secondo, Grangie, Argiassera, Butalain, Campobenello, Falcimagna e discesa alle Grangie.
Il terzo da via Campoasciutto direzione Chianocco, poi salita alla Baritlera, Pietra Bianca, Campobenello, Butalin, Argiassera, Richettera, rientro su Chianocco e discesa in via Campoasciutto, località di partenza.
Questi sentieri sono tutti puliti e tracciati con la segnaletica orizzontale, manca la segnaletica verticale che la stiamo realizzando.
Sono state costruite due passerelle sul torrente Rocciamelone e sul Rio Moletta che nel periodo primaverile, causa l’aumento della portata d’acqua, è sempre difficile l’attraversamento.
Altro lavoro che ci hanno impegnato parecchio è il taglio degli alberi schiantati sui sentieri nella zona interessata dall’incendio di 4 anni fa. Sentiero di Cateisard, Fugera, Eremita, Addoi, Barma Bruna.
Alla partenza dei sentieri di questa zona abbiamo messo un cartello che indica la pericolosità, in caso di venti forti, di schianto degli alberi scheletriti dall’incendio.
In ultimazione ci resta il sentiero di collegamento Addoi - Barma Bruna, essendo più in quota aspettiamo le giornate più lunghe e l’arretramento della neve.
Questo sentiero sarà un’alternativa di salita a Balmafol.
Ultima uscita, a fine aprile, è stata la riapertura dei sentieri che dalla b/ta Lorano sale all’alpeggio di Ciangari,(versante Est) per poi proseguire fino al Colletto e scendere sul versante opposto (versante Ovest - Comba delle Foglie), con ritorno alla B/ta Lorano.
A questa uscita abbiamo avuto la piacevole collaborazione degli scout di Bussoleno, che si sono impegnati nel darci una mano nella pulizia e riordino dei sentieri.
Bella esperienza e utile esempio per i ragazzi per la tutela del nostro territorio.
Osvaldo Plano

16 maggio - Escursione MTB - Alpe Ciangarì
Domenica 16 maggio, dopo una lunghissima pausa forzata dovuta alla crisi pandemica si è svolta la prima escursione della stagione 2021 della nostra sezione Cai.
Alle 8.30 di una giornata non proprio "solare" 38 soci si sono ritrovati per espletare le pratiche burocratiche di autocertificazione come richiesto dal protocollo anti Covi 19 e dalle direttive del Cai Centrale.
Dopo così tanto tempo è stato emozionante rivedersi e constatare che "ci siamo mancati" e che è volontà di tutti riprendere le attività associative con ancora più motivazione e passione.
Alle 9.00 la comitiva è partita dal sentiero che parte dalla sede Cai in Borgata Grangie (500 m.).
Si è scelto di effettuare per questa prima uscita un un'itinerario che si dipana sui sentieri ripuliti durante questa chiusura forzata dai volontari del gruppo pulizia sentieri della nostra sezione.
Dopo un primo tratto senza dislivello abbiamo "riscaldato " le nostre gambe su una discreta salita fino a Crest Cenal 662m. per svoltare poi a sinistra su un bel sentiero pianeggiante, quindi superate case Meisonetta 640 m. abbiamo raggiunto le caratteristiche Borgate Argiassera 645m. e Richettera 615m. percorrendo anche un bel traverso balcone sui panorami della valle.
Dal parcheggio di quest'ultima siamo saliti alla borgata Lorano 950m. poi finalmente l'arrivo e la sosta pranzo nella splendida cornice prativa dell'alpeggio Ciangari 1274m.
Bellissima la fioritura di Narcisi e altrettanto meravigliosi i panorami che circondano questo alpeggio!
Qui ci hanno raggiunti i 18 partecipanti in MTB che da Bussoleno sono saliti a Pavaglione e poi su sterrata fino a Magrit e alle Combe per poi discendere a Ciangari.
Dopo pranzo, siamo saliti al Colletto 1252m. e da qui è iniziata la discesa sul sentiero di destra della Comba delle Foglie fino a Borgata Pietra Bianca 900m. con anche un intermezzo avventuroso nel discendere alcuni piccoli tratti su roccia che grazie alla "Sicura" organizzata da Giorgio e assistenti è risultato agevole e divertente.
Abbiamo quindi proseguito sotto una leggera pioggerellina fino a località Butalin 760m. e Campobenello 815m. dove abbiamo attraversato il rio Moletta sulla passerella recentemente ricostruita dai nostri volontari del gruppo pulizia sentieri e infine saliti a borgata Falcimagna 900m. per poi prendere il sentiero che ci ha riportati alle Grangie.
Montemurro Cosimina

13 giugno - Escursione -MTB - Sentieri di Borgone
Domenica 13 giugno ci siamo dati appuntamento sul piazzale della Chiesa di Borgone per effettuare un'escursione sui sentieri ripuliti e resi nuovamente agibili dal gruppo pulizia sentieri di Borgone. Alle 8.30 di un mattino che già lasciava presagire che la giornata sarebbe stata non proprio primaverile ma piuttosto torrida! In ogni caso 48 partecipanti hanno formato il gruppo degli escursionisti , mentre altri 9 quello dei bikers. Alle 9.00 dopo aver espletato le varie pratiche di autocertificazione come da procedura anti Covid 19, siamo partiti verso Villavecchia dapprima su stradina asfaltata poi sul sentiero che porta a frazione Gandoglio dove , dopo un breve tratto su strada sterrata direzione Borella, abbiamo preso la mulattiera che sale alla borgata Fiacet e da qui sotto l'ombra di un bel bosco di faggi e castagni, fino a sbucare sulla strada che porta all'Airassa e infine dopo una decina di minuti si è raggiunta borgata Mollette dove finalmente abbiamo pranzato e dove ci siamo riuniti con i partecipanti MTB. Terminate le chiacchiere e i brindisi e le foto di rito siamo ripartiti per la discesa verso Borgone dapprima sul sentiero d'andata per un breve tratto poi preso il sentiero di destra molto panoramico siamo arrivati al Roc dove abbiamo visitato la borgata e i suoi casolari con all'interno delle cantine ancora le varie attrezzature per la produzione del vino. Sempre proseguendo in discesa poco dopo abbiamo deviato sul sentiero di sinistra direzione Rocca Penna da dove siamo giunti ad un bivio e da qui sul sentiero di destra siamo arrivati a piazza Ciatle ' un bellissimo punto panoramico sulla valle. Colpisce e stupisce l'enorme quantità di sentieri fra splendidi muretti a secco, alcuni molto alti e costruiti con enormi massi. Che patrimonio da preservare! Che bellezza! Infine sempre su sentiero siamo giunti alla meta: lo splendido uliveto di Giorgio Rossetto membro del gruppo pulizia sentieri di Borgone e produttore di un ottimo olio di qualità e uno dei pionieri del riutilizzo dei terrazzamenti abbandonati e dove un tempo si coltivava la vite e che ora riprendono vita con la reintroduzione dell'olivo. Qui ci è stato offerto dal gruppo pulizia sentieri di Borgone un ottimo rinfresco e la visita guidata molto interessante alle varietà di olivi impiantate da Giorgio. È stata una bellissima giornata e un grazie sentito va al gruppo pulizia sentieri di Borgone che ci ha accompagnati , rifocillati e che con la loro opera di manutenzione impeccabile ha reso possibile e indimenticabile questa escursione.
Montemurro Cosimina

11 Luglio - Bivacco Tornior
Una classica uscita del CAI di Bussoleno, domenica 11 Luglio 2021, in Val Thuras, per raggiungere il bivacco Tornior, luogo testamentario, fortemente voluto da Emilio Tornior e dalla sua famiglia, per ricordare Andrea, il secondogenito, vittima di un incidente di caccia in giovane età. Purtroppo Emilio da pochi anni, ha raggiunto Andrea, con la tragicità del caso analogo a quello che portò il primo lutto. Volle che questo presidio in cima alla valle, potesse accogliere gli escursionisti , che in tanti raggiungono dal Colle Thures, magari la punta Ramiere o effettuano un trekking più impegnativo. Avere un punto di appoggio per riposare al caldo e al riparo delle intemperie per chi cammina in montagna non sempre è possibile.
Emilio volle che fosse proprio il CAI di Bussoleno ad occuparsi della sua manutenzione. Ogni anno eseguiamo dei piccoli lavori per mantenerlo in efficienza e per ripristinare danni, quasi mai causati dalle intemperie, come verrebbe da pensare, ma quasi sempre causati dall'inciviltà dilagante di birboni frequentatori del luogo. Al ritrovo in piazza del mercato a Bussoleno ci contiamo in circa venticinque. Alcuni sono partiti decisamente prima di noi, per raggiungere la Ramiere. A Cesana un po di affollamento festoso e piacevolmente rumoroso con la concomitanza della corsa storica dell'automobilismo in salita verso il Colle di Sestriere, ci fa perdere un pochino di tempo per raggiungere il bivio di Bousson per Thures.
Anche il parcheggio obbligatorio prima del ponte è più affollato del solito, segno evidente che il turismo di prossimità causato dal Covid fa ancora molti proseliti. In circa due ore, con calma, raggiungiamo il bivacco. Qualcuno sale al Colle di Thures e la maggioranza si dispone sul pendio della collinetta, ex bunker della Seconda Guerra , su cui Emilio volle edificare il bivacco. Aggiustiamo la maniglia che era stata spezzata e ingegnosamente sostituita da una forchetta, innalziamo una nuova bandiera tricolore, con nel cuore una speranza aggiuntiva che serva di buon auspicio alla Nazionale di calcio, che stasera incontrerà in finale l'Inghilterra.
Torniamo sui nostri passi verso il fondovalle, con la cornice di una giornata meravigliosamente priva di nuvole e con un verde dei prati e la fioritura leggermente tardiva per la stagione, a suggellare una bella passeggiata, che però troverà il suo epilogo naturale, con una buona merenda sinoira presso la Fontana di Thures.
Un arrivederci alla prossima uscita!!
Osvaldo Vair

21-28 agosto 2021 - Dolomiti

21 – 28 AGOSTO - VAL PUSTERIA
Quest'anno, nonostante le incertezze dovute all'incognita COVID, siamo riusciti ad effettuare la settimana di escursioni in Val Pusteria, già programmata l'anno scorso. Le difficoltà logistiche del viaggio in pullman ci hanno fatto propendere, raggiunto un certo numero di partecipanti, a viaggiare con mezzi propri. Eravamo in 26, a cui si sono aggiunti, per tre giorni, dal lunedì al giovedì, Carlo e Elisabetta, già presenti da alcuni giorni nelle vicinanze. Il fatto di non dipendere dal pullman ha permesso, a chi desiderava fare cose diverse o considerava troppo impegnativi certi itinerari, di essere indipendente e gestire la sua vacanza in modo autonomo.
La bucolica Valdaora di Sotto è stata la base di partenza delle nostre escursioni, presso l'Albergo Kronplatz, gestito ottimamente dai coniugi Steurer.
Ci siamo giunti dopo un viaggio stressante per le interminabili code trovate sull'Autostrada del Brennero, ritrovate, ancora più stressanti, al ritorno nella nostra valle.
Il tempo ci è stato favorevole, permettendoci di effettuare tutti i giorni delle gite (esclusa la Strada degli Alpini per i ferratisti, considerata la lunghezza del percorso con tempo incerto nel pomeriggio). Solo un po' di pioggia il primo giorno, nella parte finale della discesa dall'Altopiano di Fanes.
Le cene e le colazioni, molto apprezzate, hanno contribuito alla convivialità del gruppo.
C'è stata apprensione nel pomeriggio di martedi', quando, dopo una breve escursione nella mattinata, una parte di noi ha deciso di noleggiare le mountain bike dell'albergo per percorrere la ciclabile della Val Pusteria. Un nostro socio è stato vittima di una rovinosa caduta, con ricovero presso l'ospedale di Brunico, da cui, con suo e nostro sollievo, è stato dimesso il giorno successivo (grazie Emanuela per la tua disponibilità ad andare in ospedale e riportarlo in albergo), pur con escoriazioni varie e rottura del setto nasale, che non gli hanno impedito, se non altro, di girare in bus o in treno per i paesi della valle nei giorni successivi.
E ora spazio alle recensioni delle gite, giorno per giorno: si ringraziano, per le relazioni, Enrica Croletto per l'altopiano di Fanes e il Rif. Tre Scarperi, Vanni Aimo per il Rif. Roma, Emanuela Sarzotti per le Tre Cime di Lavaredo, Elio Guglielmetto per il Lago di Braies e Osvaldo Plano per la Ferrata del Monte Paterno.
Alessandro Martoglio

Domenica 22 Agosto - VAL DI FANES
Primo giorno di vacanza del gruppo della sezione Cai di Bussoleno in Val Pusteria.
Viste le previsioni meteo ,che indicano nel pomeriggio possibilità di temporali, e dato il faticoso viaggio del giorno precedente, causato dalle numerose code per raggiungere Valdaora, si è optato per la giornata odierna di effettuare un’ escursione tranquilla. La meta prescelta è stata la Val Di Fanes e i suoi rifugi. Ci si ritrova alle 8,15 al parcheggio dell’Hotel in 20 , 6 del gruppo hanno scelto di effettuare altri itinerari. Subito si sbaglia strada e si finisce nel cortile del margaro ma poi ci si riprende e attraverso il passo della Furcia si raggiunge dopo 20 km San Vigilio di Marebbe e si prosegue verso il Parco Naturale di Fanes.
Al modico prezzo, si fa per dire, di 12 euro si percorre la strada nel bosco sino al piazzale antistante il rifugio Pederù a quota 1540 .Il percorso inizia subito in salita su un sentiero ripido e ghiaioso che talvolta interseca la strada sterrata di servizio dei rifugi. Dall’alto si scorge il lago Piciodel ma ora il cammino procede ,con meno fatica ,attraverso una valle disseminata di pino mugo sino a raggiungere il rifugio Fanes a quota 2022 m.
Molti sono i ciclisti ed escursionisti che qui incontriamo. Sono passate due ore dalla partenza,il gruppo non accusa segni di eccessiva stanchezza così si procede ancora oltre verso il passo Limo.Il sentiero spesso gradinato e roccioso interseca più volte la strada sterrata ed in breve tempo , 45 m circa,ci conduce oltre al passo sino al bel laghetto di Limo. Il lago è situato in una conca adibita a pascolo si presenta come un bel balcone panoramico sulle dolomiti Ampezzane e su quelle di Senes Braies
Alcuni optano per il pranzo al sacco e qualcuno ridiscende velocemente sino al rifugio Fanes per gustare qualche specialità trentina. Ricompattato il gruppo presso il rifugio, con una piccola deviazione di 10 m, si raggiunge il Rifugio Lavarella. Paesaggio splendido...... ci circondano splendide montagne rocciose dal colore grigiastro e verdastro con sfasciumi di pietre lungo le pareti.
Anche se nella mattinata il sole e le nuvole si sono spesso alternati ora il cielo si è fatto più grigio ed invita tutti ad un rapido ritorno. Si sceglie per la via del ritorno nel primo tratto la strada sterrata che ci conduce a passare accanto al lago Piciodel che al mattino avevamo visto dall’alto. Una goccia....un’altra... e un’altra ancora ci fanno allungare il passo e poi si sente un tuono in lontananza e la piogga inizia a cadere. I passi si fanno più veloci e malgrado il sentiero poco agevole si arriva al parcheggio quasi asciutti...per oggi ci è andata bene .
Forte temporale con gradinata in serata ma ormai tutti al riparo
Enrica Croletto

Lunedì 23 agosto - Rifugio Roma (Parco naturale delle Vedrette di Ries)
Con le auto raggiungiamo Riva di Tures, passando per Brunico e Campo Tures. Dal parcheggio inizia la nostra escursione. La quota di partenza è 1.595 metri, la quota della nostra meta è 2.274 metri. Il sentiero è da subito abbastanza ripido, ma sale con regolarità in una magnifica foresta di abeti. Guardando verso valle vediamo i curatissimi prati, incredibilmente verdi. Poi il sentiero spiana un po’ e raggiungiamo una radura dove c’è un alpeggio.
Rientrati nel bosco, dopo circa un’ora dalla partenza, troviamo una bella cascata. Tutti ci fermiamo per scattare foto. Ora il sentiero riprende a salire e quindi si formano gruppetti: c’è chi cammina più velocemente e chi ha un passo più lento (io tra questi). Dopo altri 20 minuti di salita, a un bivio, troviamo l’indicazione “Kasseler Hutte - Rifugio Roma 40 minuti”. Alzando gli occhi, il Rifugio compare in alto, sul filo dell’orizzonte.
Sembra vicino, ma la strada è ancora abbastanza lunga. Più avanti attraversiamo un impetuoso torrente su un ponte, poi la salita si fa più dura e in circa 30 minuti raggiungiamo il Rifugio Roma. E’ mezzogiorno, abbiamo impiegato circa 2 ore e 15 minuti, ma siamo tra gli ultimi. I primi sono già andati oltre. Li raggiungiamo in un punto da cui si può godere della vista del Monte Collalto e del suo ghiacciaio.
Al ritorno al Rifugio Marco propone un’ulteriore escursione al lago Maler, 50 minuti la salita e discesa su un altro itinerario. I più preferiscono fermarsi a mangiare, io mi faccio tentare e insieme ad un manipolo di intrepidi inizio la salita, che è ripida ma abbastanza regolare. I più veloci ogni tanto si fermano ad aspettare noi più lenti. Dopo mezz’ora il Rifugio lo vediamo giù in basso. Infine attraversiamo una cengia e siamo al lago, quota 2501 metri. Panorama magnifico. Mangiamo e poi, costeggiando tutto il lago, iniziamo il ritorno.
Dopo un primo tratto sullo stesso itinerario della salita, prendiamo a sinistra seguendo una labile traccia di sentiero in un ripido prato. In fondo alla discesa raggiungiamo il bel sentiero che al mattino ci ha portati al Rifugio Roma, nei pressi dell’Alpe Erpacher. Un bellissimo muretto a secco ne delimita i confini.
Al mattino, impegnato nello sforzo della salita, non lo avevo notato. Coloro che hanno pranzato al Rifugio sono già più a valle. Ora la discesa è agevole. Il grosso del nostro gruppo galoppa come puledri, indietro restiamo in due, affaticati ronzini. Poco per volta perdiamo terreno e allora decidiamo di desistere e proseguire col nostro passo. Più a valle raggiungiamo un gruppetto di ritorno dal Rifugio e ci aggreghiamo a loro fino a Riva, dove i puledri sono arrivati da un pezzo.
Vanni

Martedì 24 Agosto - Rifugio Tre Scarperi
Programma variato a causa delle previsioni del tempo che ,non essendo stabile, ci fa rinunciare all’escursione prevista alle tre Cime di Lavaredo.
Si opta quindi per un’escursione non impegnativa nella prima parte della giornata e ,tempo permettendo ,un’uscita pomeridiana in bicicletta sulle splendide vie ciclabili intorno a Valdaora.
Si parte con il gruppo quasi al completo con Carlo ed Elisabetta che si sono aggregati ieri dalla Val Aurina. La meta prevista è il Rifugi Tre Scarperi. Mai fidarsi degli indicatori stradali, infatti ci ritroviamo seguendo le indicazioni in un parcheggio a 6 Km di distanza dal nostro punto di partenza...... non ci rimane che ritornare indietro. Finalmente raggiungiamo il parcheggio di Val Campo di Dentro a quota 1334 m ,naturalmente anche questo a pagamento..
Il gruppo che intende effettuare l’uscita in bicicletta decide di prendere la navetta per ottimizzare il tempo ,dato che dalle 12,30 alle 14 il servizio è interrotto. Il resto del gruppo invece effettuerà tutta la salita su sentiero. Purtroppo si verificano alcune incomprensioni , qualcuno sale sulla navetta e qualcuno invece rimane a terra e si vede anche salutare dal finestrino del mezzo. Non rimane altro da fare che aggregarsi agli altri.
Ci si incammina tutti per una strada sterrata che poi si trasforma in un bel sentiero tra boschi , che risale il versante destro della montagna ricollegandosi alla strada nella parte finale. Durante il percorso incontriamo il gruppo dei ciclisti pronti per il rientro e qui si ricompattano le coppie che si erano divise alla partenza. Il dislivello è poco , 292 m , ed in circa due ore si raggiunge il rifugioTre Scarperi , a quota 1626, che appare come un bell’alberghetto di montagna.
Di fonte a noi si stagliano le pareti verticali del massiccio dei Tre Scarperi e della altre cime dolomitiche e un cartello indica la possibilità di raggiungere in due ore e trenta il Rifugio Locatelli. Ci inoltriamo ancora più avanti nel vasto pianoro antistante il rifugio, anche per sfuggire alla moltitudine di escursionisti che sono arrivati sin qui, per lo più in navetta, come i veri montanari amiamo di più la solitudine. Sosta pranzo accanto al ruscello.
Nel primo pomeriggio si riparte: alcuni prendono la navetta e gli altri ripercorrono il sentiero di salita. Appena prima del parcheggio iniziano a cadere le prime goccioline di pioggia, non c’è neanche bisogno di aprire l’ombrello perchè ormai siamo arrivati . Per chi ha deciso di non andare in bicicletta non rimane da fare che dedicarsi allo shopping a San Candido.
A cena purtroppo arriva la brutta notizia,un socio dell’escursione in bicicletta è caduto e si trova al pronto soccorso di Brunico per accertamenti ....non ci voleva proprio! Fortunatamente la situazione sembra non essere grave ma ciò si ripercuote sull’umore generale del gruppo.
Enrica Croletto

Giovedì 26 agosto -Val Fiscalina – RIFUGIO ZSIGMONDY COMICI
Alla gita hanno partecipato 17 persone, mentre altre 10 hanno preferito andare al Lago di Braies, raggiunto comunque a piedi; Emanuela invece si è offerta di andate in ospedale a Brunico per riaccompagnare in albergo il nostro socio caduto in bici il giorno precedente.
Per i ferratisti si prevedeva la prosecuzione, dopo il rifugio, verso Forcella Giralba per imboccare la Strada degli Alpini, ma, considerata la lunghezza dell'itinerario e le previsioni del tempo incerte del pomeriggio, hanno preferito rinunciare. La giornata ha presentato nubi sparse con schiarite e ci ha permesso di ammirare un ambiente spettacolare per le cime attorno al rifugio.
Abbiamo lasciato le auto al primo parcheggio all'ingresso della Valle Fiscalina (m. 1340). In circa mezzora abbiamo raggiunto il parcheggio superiore completo di auto e quindi in un'altra mezzora in lievissima salita su sterrato il Rifugio Fondovalle (m. 1540). Dopo il rifugio, ad una biforcazione, si prende il sentiero di sinistra che si inerpica con ripidi tornanti tra pini mughi che mettono a dura prova le nostre gambe e il fiato, col sudore che scorre copioso, malgrado il sole appaia solo di tanto in tanto dalle nuvole alte. Le cime cominciano ad apparire. Abbandonato il bosco si continua su sentiero particolarmente sassoso e faticoso che costeggia la parete di Cima Una effettuando un lungo traverso in salita, finché ad un tratto appare su uno sperone roccioso alla nostra destra la bandiera del rifugio, che si raggiunge con un ultimo tratto ripido, leggermente esposto. Abbiamo impiegato tra le 2.30 h. e 3 h. dalla partenza. Fa freschino, tanti consumano un té caldo e si concedono uno strudel. Io e Giampiero ci rintaniamo all'interno del rifugio per gustarci un'ottima e sostanziosa frittata con speck, uova e patate presentata in padella, che ci rinfranca lo stomaco e lo spirito.
Nel frattempo è uscito il sole che ci permette di dare uno sguardo all'anfiteatro di cime attorno al rifugio con la Croda dei Toni e Cima Undici, presso la quale passa la Strada degli Alpini, in bella evidenza e che ci accompagnerà fino al ritorno in valle, previa sosta al Rifugio di Fondovalle per soddisfare le nostre bocche assetate.
Alessandro Martoglio

Giovedì 26 agosto - Ferrata Innerkofler - Monte Paterno (2745m)
Questa escursione era in programma nei primi giorni della vacanza, poi, ogni sera si rimandava perchè le previsioni non prevedevano giornate stupende, e abbiamo fatto una buona scelta, giovedì era la giornata giusta, un pò freddina al mattino, ma stupenda per l’intera giornata. Dopo una noiosa coda in auto e il pagamento di 30,00 euro passiamo la sbarra della strada che conduce al rifugio Auronzo (2320m). L’escursione inizia costeggiando su sentiero le tre Cime di Lavaredo dal lato sud in compagnia di centinaia di persone, passiamo al rifugio Lavaredo e proseguiamo verso la forcella Lavaredo (2454m). Grande spettacolo, cominciamo a vedere di filato le nord delle tre Cime, emozionante. Qui ci dividiamo, l’allegra brigata di ferraristi composta da me, Marco, Rita e Mauro continua a salire verso l’attacco della ferrata mentre gli escursionisti proseguono verso il rifugio Locatelli per fare il giro integrale dei tre monoliti. Noi iniziamo su una cengia attrezzata sul lato est che ci porterà all’ingresso di una bassa galleria che sbuca sul lato ad ovest della parete, l’uscita della galleria buia fa da cornice alla Tre Cime, uno stupendo quadro fotografico. Proseguiamo su cenge, crestine e gallerie attrezzate solamente con il cavo, ci sono pochi fittoni di appoggio per i piedi, la dolomia offre parecchi appoggi per i piedi e le mani, l’ascesa diventa una arrampicata facile e divertente. Arrivati alla Forcella del Camoscio (2650m) ritorniamo leggermente indietro per iniziare la salita verso la cima. Visto la grande affluenza c’è un percorso di salita e uno di discesa, il che rende snello l’arrivo in vetta (2745m), paesaggio stupendo a 360° con a ovest le imponenti Tre Cime, in basso, un formicaio impressionante di turisti/escursionisti che popolano il giro delle Tre Cime. Dopo le classiche foto di rito e un panino iniziamo la discesa, ritorniamo alla Forcella del Camoscio e proseguiamo in discesa su una lunga serie di cenge con resti della Grande Guerra, fino a raggiungere una galleria attrezzata, qui scopriamo perchè è consigliata la pila frontale. La galleria scende per un dislivello di 150/200 m nel cuore della parete verso lo spigolo nord Ovest del Monte Paterno in direzione del rifugio Locatelli (2405m), all’uscita, in 15 minuti lo raggiungiamo, di li, per il sentiero alto sotta la parete Ovest del Monte Paterno raggiungiamo il punto di partenza. Bellissima escursione, è stata la ciliegina sulla torta, di una settimana di belle gite in un ambiente montano che riempe gli occhi di bellezza. Grazie Alessandro.
Osvaldo Plano

Giovedì 26 agosto - Giro delle Tre Cime di Lavaredo.
"Domani colazione alle sette e un quarto!" Perché l'accesso al Rifugio Auronzo, punto di partenza del giro, è a numero chiuso e se si arriva tardi si rischia di non salire.
Così ci avviamo di buon mattino in direzione Dobbiaco e poi Misurina, per poi deviare verso l'Auronzo.
Dal Lago d'Antorno fino al casello del pedaggio c'è già una bella e soprattutto luuuunga coda di auto, che fare? Qualcuno demorde e decide di lasciare l'auto al Lago affrontando la salita all'Auronzo a piedi. Gli altri proseguono affrontando la coda e fortunatamente tutti riescono a passare.
Il gruppo a questo punto è diviso. I ferratisti (meno uno...) sono già partiti per il Rif. Lavaredo e di qui all'attacco della ferrata che li porterà sul M.te Paterno.
Il resto si ricompone all'Auronzo (2.320 m slm) e si avvia, o, meglio, si accoda alla processione di gente sul largo e comodo sentiero che in senso antiorario, guardando a N, circumnaviga le Tre cime, conducendo come primo punto tappa al Rif. Lavaredo (2.344 m slm). Durante il percorso foto di rito con le Tre Cime riprese dalle varie angolazioni.
La vista che si apre sul Parco naturale delle Tre Cime giungendo alla Forcella Lavaredo, subito dopo aver lasciato alle spalle l’omonimo rifugio, è impagabile. Guglie, cime, crode si susseguono in un panorama che fa dimenticare, per un momento, la folla. Il meteo è dalla nostra e le Tre Cime si ergono in tutto il loro splendore davanti a noi.
Arrivati al Rif. Locatelli (2.405 m slm), seconda tappa del giro, è ora di pranzo. Il capogita Alessandro Martoglio con il suo fido compare di merende Gian Pier si dirigono al self service del Rifugio decisi a completare l'excursus gastro-rifugistico della settimana. Gli altri si sistemano per il pranzo al sacco poco distante, con vista sui Laghi dei Piani.
Dopo pranzo, si riparte dal Rif. Locatelli riscendendo nella conca per poi piegare a destra lungo il sentiero 105 che ci porterà prima alla Malga Langalm (2.232 m slm), vicino alle sorgenti del F. Rienza, poi alla Forcella Col di Mezzo (2,324) da cui il panorama è mozzafiato. Le Tre cime sono davvero il Louvre delle Dolomiti! Da qui il sentiero, affacciandosi nuovamente sul lato Sud delle Cime, ci riporta al Rif Auronzo, dove ci si ristora con un bel bombardino.
Giornata e percorso splendidi. Sentieri molto affollati, soprattutto la prima parte fino al Rif. Locatelli, ma i panorami sono veramente eccezionali.
Manuela Sarzotti

Venerdì 27 Agosto - PICCO DI VALLANDRO
Ultima gita della nostra settimana in Val Pusteria. Da Valdaora in una ventina raggiungiamo il parcheggio all'inizio di Prato Piazza (m. 1979) attraverso la Valle di Braies vecchia, con un ultimo tratto di strada a pagamento. Imbocchiamo la carrareccia che in pochi minuti ci conduce all'omonimo rifugio per svoltare, seguendo le indicazioni, a sinistra, su un sentiero che che sale tra verdi prati e alcuni pini. Il sentiero punta decisamente sulla cima fino ad arrivare ad una sorgente. Si continua a salire su prati sempre più radi l'erto pendio tramite numerosi tornanti fino ad arrivare sulla cresta meridionale, sotto la quale c'è un impressionante canalone detritico. Stando vicino alla cresta si giunge all'anticima. Grazie all'aiuto di catene si scende di pochi metri ad una forcella. Il tratto è aereo e leggermente esposto. Tre soci si erano già fermati in precedenza. Tutti gli altri, pur con qualche esitazione da parte di qualcuno per questo passaggio, guadagnano la vetta dopo poche decine di metri di salita (m. 2839).
Il panorama è fantastico sulle Dolomiti Ampezzane, di Sesto e di Braies. In evidenza le Tre Cime di Lavaredo, il cui giro abbiamo effettuato il giorno precedente.
Ormai ben allenati per le gite dei giorni precedenti siamo stati più veloci a salire del tempo indicato (h. 2.40), impiegando tra le 2 h. e le 2.30 h.
Oggi niente rifugi. Si pranza al sacco poco sotto la vetta e si scende con calma fermandoci al rifugio di Prato Piazza per una birra e/o un caffé, brindando alla settimana di gite conclusa felicemente.

24 settembre - Pulizia Sentiero Fugera
Eccoci di nuovo all’opera! Muniti di motosega, decespugliatori, rastrelli e falcetti sette soci hanno risposto all’appello per ripulire il sentiero che dall’Addoi sale alla Fugera. L’incendio di alcuni anni fa ha modificato notevolmente il paesaggio: dove prima si saliva all’ombra della faggeta la cui ombra impediva l’invasione di erbe infestanti ora il percorso si snoda fra alberi rinsecchiti, pericolanti o caduti con il sentiero invaso dagli arbusti di lamponi e rovi.
E’stato necessario riaprire nove tratti del sentiero per la caduta di numerosi alberi, e ripulire per l’intero percorso il sentiero dalle piante infestanti. Il lavoro è stato faticoso, impegnativo e ha richiesto l’intera giornata dalle 9 del mattino alle 6 di sera.
Purtroppo gli alberi secchi continueranno a cadere e si dovrà tra alcuni mesi ripetere il lavoro. Sarebbe necessario un intervento di ripulitura e disboscamento di tutto il vallone ma questo intervento non è alla nostra portata.
L'autunno e l'inverno sono alle porte quindi preparatevi per i numerosi interventi che ci attendono. Naturalmente l'invito per le prossime iniziative è rivolto a chiunque voglia contribuire a mantenere in efficienza la nostra magnifica e frequentata rete sentieristica.
Enrica Croletto

9 ottobre- Lavori all'Amprimo
In settimana sono ripresi i lavori in zona rifugio, giovedì scorso è stato ripulito dai rovi e dalla vegetazione infestante lo spazio dove verranno elitrasportati i due travi e le assi necessari al ripristino del ponte sul Rio Gerardo, ormai quasi del tutto distrutto, lungo il sentiero dei Franchi tratto rifugio alpeggio Toglie. Venerdì con due rotazioni l’elicottero ha portato dalla segheria Roche di Bussoleno travi e assi nella zona precedentemente individuata, in attesa dell’utilizzo, questo sarà uno dei prossimi appuntamenti lavorativi.
Sabato 9 ottobre nuova proficua giornata di lavori, un buon numero di volontari si è ritrovato per sistemare la grande quantità di terra risultata dagli scavi per l’interramento delle nuove fosse (imhof, sgrassante ....) che garantiranno lo smaltimento delle acque reflue del rifugio e del servizio esterno ristrutturato e rimesso in funzione. In mattinata sistemati i chiusini sulle fosse viene spianata la zona circostante e la terra caricata sul trattorino,messo a disposizione dal gestore e guidato da Oriano, viene distribuita lungo la mulattiera di accesso al rifugio. Già nel mese di luglio si era provveduto a ripulire dai rovi e dalle piante che nel tempo erano cresciute all’interno il percorso originale della mulattiera adesso ,con la sistemazione del fondo con le pietre e la terra riportata, dal Palin al rifugio c’è quasi un’autostrada. Breve pausa per il pranzo e nel pomeriggio si procede alla sistemazione dei muretti in pietra che delimitano i lati della mulattiera ed alla raccolta della legna recuperata con i lavori di pulizia trasportandola con trattorino e motocarretta vicino al rifugio, incrementando la provvista invernale di legname in vista dell’apertura continuativa durante tutti i prossimi mesi.
Tiziana Ferraro

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