La Gita al Monte Morissolo di Domenica 20 maggio

Annullata

causa tempo brutto


 

Sabato 26 maggio - Giornata Nazionale dei Sentieri

Programma: ritrovo alle ore 8.00 presso la sede CAI - UGET alle Grangie. Pulizia e segnatura di alcuni sentieri dell'Indritto, Falcemagna e Perabianca. Alle ore 13.00 spaghettata in sede per tutti i partecipanti.

I soci sono caldamente invitati  ad intervenire e a comunicare la propria adesione in sede o ad Elio Guglielmetto (tel.0122 48012).

 

heraullt 128 aprile - 1° maggio

Hérault 2012

Sabato 28 aprile: da giorni la meteo annuncia cattivo tempo e la maggior parte degli equipaggi parte all’alba con la prospettiva non proprio esaltante di una quattro giorni dedicata a pinnacola, machiavelli , o al più esaltante “piumette”, chiusi nel mobil-home a godersi gli scrosci di pioggia.

Giunti a Tallard, posto tappa d’obbligo, raggiungiamo la Boulagerie o il Café indossando pile invernali, con un clima ventoso ed un’alternanza di nuvoloni e timide schiarite.

Attraversiamo rapidamente la valle della Durance, imbocchiamo la “Langodocienne” dove le code ai caselli, inusuali per le nostre esperienze francesi, rallentano il viaggio verso Vias Plage.

Giunti al campeggio, lo staff ci accoglie con cortesia e molta organizzazione, e prendiamo finalmente possesso dei mobil-home, puliti, spaziosi ed a poche decine di metri dalla costa.

heraullt 2Partiamo per la prima escursione a Béziers e raggiungiamo, con qualche intoppo dovuto al traffico, il parcheggio di Fonsérannes. Lo spettacolo delle imbarcazioni da diporto che superano il forte dislivello con questo sistema di chiuse risalenti al XVII secolo è davvero un degno inizio per questo “trekking urbano” che ci conduce, partendo dalle rive romantiche del Canal du Midi, a scoprire tutti gli aspetti della capitale dell’Hérault. Dai quartieri storici, un po’ degradati per l’incuria, giungiamo alla cattedrale in posizione panoramica e visitiamo i bellissimi “Giardini dei Vescovi”, accessibili attraverso un antico chiostro medioevale. Proseguiamo per la città della Belle Epoque, dove spiccano le halles con l’entrata monumentale e, percorso il bel Viale Paul Riquet, attraversiamo il giardino del Plateau des Poètes con la statua del Titano e ritorniamo alle nostre auto. Dopo Il lungo viaggio e l’escursione cittadina, ci godiamo il meritato riposo nei nostri confortevoli alloggi, con in sottofondo il rumore della risacca e del vento forte.

heraullt 3Domenica 29 aprile: dopo una notte di maltempo, le belle schiarite del mattino ci convincono a tentare l’escursione del “Sentiero delle Fenestrettes”. Attraversata la bella campagna punteggiata di villaggi caratteristici, raggiungiamo Saint-Guilhem le Désert. Il paesino ha conservato tutto il suo impianto urbanistico medioevale ed è il contesto ideale per numerosi scatti fotografici. Il sentiero si inerpica subito in un ambiente di alte falesie calcaree, con panorami via via più ampi sulla valle. Superiamo le “Fenestrettes” con un ardito passaggio costruito dai monaci nel XIII sec. con archi e contrafforti in pietra, per condurre in estate le greggi verso i pascoli dell’altopiano del Larzac. Raggiunto il punto panoramico della Max Nègre ridiscendiamo a Saint Guilhem per dedicarci alla visita a questo borgo storico tutelato dall’UNESCO. Coloro che non hanno partecipato all’escursione sono andati e visitare le celebri grotte di Clamouse, tra le più interessanti di tutta la regione.heraullt 4

Lunedì 30 aprile: la mattina fredda e piovosa, ci costringe ad annullare l’escursione al Cirque de Navacelles. Alla spicciolata gli equipaggi partono per le principali mete turistiche della regione. La più gettonata è sicuramente Carcassonne dove, lungo le viuzze della cittadella, gli escursionisti del CAI si trasformano in autentici turisti intenti a scoprire e ritrarre le bellezze di questa rocca medioevale perfettamente conservata.

heraullt 6La sera Osvaldo e Sara hanno organizzato il consueto “cocktail” del CAI per festeggiare il nostro viaggio in Francia. Vini, formaggi, salatini ed una “location” di tutto rispetto nel Bar del campeggio situato ai margini delle Piscine, hanno concluso una giornata all’insegna del viaggio e della scoperta.

heraullt 8Martedì 1° maggio: il sole e le temperature primaverili sono di ritorno, ma è ormai tempo di lasciare il campeggio e ritornare nella nostra Valle. Superati brillantemente i severi test dello staff del campeggio per controllo dei mobil-homes, che avevano suscitato inizialmente un po’ di titubanza tra i villeggianti, partiamo alla volta di Vic la Gardiol, piccolo centro tra la costa e i laghi salmastri del litorale. L’ambiente è davvero bello e luminoso con il sentiero predisposto dal Conservatorio del Litorale che si snoda dapprima lungo le sponde dell’Etang de Vic e successivamente attraverso il Bois de la Fontaine, odorosa foresta di resinose che si estende per chilometri fino a Frontignan. I fenicotteri rosa avvistati nel lago costiero sono stati pochi, ma abbiamo comunque compiuto un’escursione breve e interessante prima di intraprendere il lungo viaggio verso casa.heraullt 5

Anche quest’anno il nostro soggiorno di primavera si è concluso con soddisfazione generale, ed è quindi opportuno ringraziare i partecipanti e coloro che hanno collaborato all’organizzazione ed alla conduzione delle gite: Miriam e Claudio, che purtroppo non hanno potuto partecipare al viaggio, con cui ho condiviso gli aspetti della logistica del campeggio, Elio, Osvaldo Plano, Sara, Osvaldo Vair, Cosimina che ha avuto cura di individuare ad ogni bivio il sentiero corretto, Tiziana, Giorgio e tutti gli amici che sempre ci aiutano nella preparazione delle attività escursionistiche. E per concludere un arrivederci al prossimo anno!

Oscar Garda

- Album Fotografico
 

fer tenda 222 aprile

-Ferrate di Brigue e Tende

-Escursione Vallon de Refrei

Il grigiore del cielo della Provincia Granda che ci sovrasta mentre siamo in viaggio con il pullman

per arrivare a Tenda non è entusiasmante, ma appena la strada comincia a inerpicarsi sui tornanti che precedono il tunnel il sole torna padrone assoluto e il buonumore dei partecipanti all'escursione è dominante. Giunti a Tenda ci separiamo dagli escursionisti che affronteranno un bel percorso lungo il Vallone di Refrei. Ci contiamo: siamo in venti. Cinque decidono di affrontare solo la ferrata di Tenda e, noleggiate le carrucole indispensabili a chi lungo le due ferrate vorrà affrontare le discese adrenaliniche delle "tirolienne", risaliamo sul pullman che ci porta alle pendici della bella parete che domina l'abitato di Brigue. Ho un contrattempo di circa mezz'ora, visto che l'Ufficio del Turismo locale è chiuso, causa la concomitanza delle elezione presidenziali, e non sappiamo come pagare l’accesso alla ferrata. L’indicazione del sindaco in persona che, impotente, non riesce a far sbloccare la burocrazia ci trasforma tutti e quindici in portoghesi e scavalchiamo il cancelletto.fer tenda 3

Si parte repentinamente in verticale e in pochi minuti siamo sulla parete dove è stato fatto un ottimo lavoro da chi ha progettato e attrezzato la via. Le Wonder Women Laura, Luisella e Giuliana tirano le fila; ci sono nove ponti detti "delle scimmie", costituiti da due soli cavi e qui inevitabilmente il gruppo si sgrana un pochino per poi compattarsi alla pedana che precede la prima discesa sul cavo. Qui sotto le raccomandazioni di Giorgio scendiamo uno dietro l'altro con alti gridi misti di adrenalina e felicità (ma anche un po' di nervosismo!) e affrontiamo l'ultimo tratto per poi scendere in velocità lungo il sentiero che ci riporta al bus per tornare verso Tenda dove affronteremo l’omonima Via Ferrata.

fer tenda 5Si sale lungo il ripido sentiero che ci porta all'attacco. Si parte  subito con un bel ponte tibetano molto ballerino. Bella aerea la progressione che porta anche qui ad un paio di ponti delle scimmie e a tre tirolienne di cui l'ultima chiude il percorso ufficiale, visto che c'è ancora un tratto, a detta di chi è riuscito a percorrerlo, molto bello, ma con accesso vietato per mancanza di manutenzione. Qui sull'ultima discesa si assiste a qualche "allungo" contro la parete accompagnato dalle grida di apprensione di chi è già sceso.

Scendiamo a Tenda, ritrovando il piccolo gruppo dei cinque che avevano risalito questa via la mattina e con la compagnia di un buon bicchiere di panache' vediamo arrivare al pullman il gruppone degli escursionisti guidati da Miriam e Claudio, stanchi, ma estremamente felici dell'ottimo epilogo della giornata.

Osvaldo Vair

 

 

Escursione nel Vallon de Refreiesc tenda 2

Partenza prevista ore 6 dalla Piazza del mercato e, via via che il pullman si riempie, emergono le difficoltà insite nelle gite rimandate: adesioni non confermate e nuovi iscritti. A Rivoli realizziamo di essere in soprannumero rispetto ai posti in pullman, che fare? La voglia di gita ha il sopravvento e Carlo, Elisabetta, Gualtiero e Stefanino decidono di seguirci in macchina così possiamo partire senza rimandare nessuno a casa.

In poco più di tre ore siamo a Tenda, qui ci dividiamo, chi fa l’escursione si incammina, chi opta per la sola ferrata di Tenda pure, chi farà prima la ferrata di Briga riparte in pullman. Ci rivedremo tutti alla fine della giornata .

esc tenda 1Noi ci incamminiamo in Val Refrei lungo una stradina sterrata che ben presto diventa sentiero, con alcuni balzi intervallati da tratti pianeggianti ci addentriamo in una valle laterale, inizialmente piuttosto stretta e con pareti strapiombanti sotto di noi. Percorriamo un bel sentiero balcone che, in un susseguirsi di sali scendi, ora intagliato in pareti quasi a strapiombo, ora nascosto tra la folta macchia di lavanda, ora immerso nel folto della boscaglia, con un deciso strappo sale fino ai piedi di un imponente torrione - il Castel Tournou - che contiene, all’interno, caratteristiche opere di fortificazione militare. Ai piedi del Castel Tournou decidiamo di fermarci, ormai sono le tredici, abbiamo tutti fame e siamo a circa metà percorso. Ci concediamo la meritata pausa pranzo, anche perché siamo già un po’ stanchi ed una pausa adesso ci vuole proprio.esc tenda 5

Ci chiediamo come staranno andando le cose ai ferratisti che ormai dovrebbero aver concluso la ferrata di Briga e magari si staranno accingendo ad affrontare quella di Tenda.

Dopo poco il fischietto di Claudio ci intima di ripartire la strada da percorrere è ancora molta e dobbiamo essere al pullman per le diciassette, il sentiero dapprima si mantiene a mezza costa, poi con una serie di zig zag scende fino a fondovalle dove scorre un torrente che superiamo, per poi risalire lungo il versante opposto e ripercorrere la valle in senso inverso per chiudere l’anello che ci riporterà a Tenda.

Incastonata in una grande parete verticale vediamo una stranissima costruzione, è una casa, nemmeno tanto piccola completamente ricavata nella parete della montagna, solo la facciata è in muratura, e non sembra affatto abbandonata, anzi si scorgono chiaramente i segni dei lavori di manutenzione in corso.

Finalmente arriviamo in vista di Tenda, e riusciamo a sentire i nostri amici ferratisti che si stanno godendo un meritato panaché. Li raggiungiamo al bar, quattro chiacchiere e tutti vogliamo sapere come erano queste ferrate: difficili, estreme o abbordabili? I commenti si intrecciano e, come accade spesso, i pareri non sempre coincidono. Il viaggio di ritorno avviene in tutta tranquillità, anzi ci pare più veloce dell’andata, sarà merito dell’autostrada, sarà che siamo tutti stanchi e in molti schiacciamo un sonnellino.

Il tempo abbastanza bello, la temperatura mite, i panorami suggestivi con la neve sulle cime sono stati gli ingredienti giusti per la riuscita di questa escursione.

Tiziana Ferraro

-Album fotografico
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