UA-60450045-1

Eventi

Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30

Regolamento Gite

 CAI Sede

 

 

Lo scarpone

 

 

 

Valsusa turismo

Pusteria21-28 agosto 2021

Dolomiti

Visualizza album fotografico

 

21 – 28 AGOSTO - VAL PUSTERIA

Quest'anno, nonostante le incertezze dovute all'incognita COVID, siamo riusciti ad effettuare la settimana di escursioni in Val Pusteria, già programmata l'anno scorso. Le difficoltà logistiche del viaggio in pullman ci hanno fatto propendere, raggiunto un certo numero di partecipanti, a viaggiare con mezzi propri. Eravamo in 26, a cui si sono aggiunti, per tre giorni, dal lunedì al giovedì, Carlo e Elisabetta, già presenti da alcuni giorni nelle vicinanze. Il fatto di non dipendere dal pullman ha permesso, a chi desiderava fare cose diverse o considerava troppo impegnativi certi itinerari, di essere indipendente e gestire la sua vacanza in modo autonomo.

La bucolica Valdaora di Sotto è stata la base di partenza delle nostre escursioni, presso l'Albergo Kronplatz, gestito ottimamente dai coniugi Steurer.

Val Pusteria 3Ci siamo giunti dopo un viaggio stressante per le interminabili code trovate sull'Autostrada del Brennero, ritrovate, ancora più stressanti, al ritorno nella nostra valle.

Il tempo ci è stato favorevole, permettendoci di effettuare tutti i giorni delle gite (esclusa la Strada degli Alpini per i ferratisti, considerata la lunghezza del percorso con tempo incerto nel pomeriggio). Solo un po' di pioggia il primo giorno, nella parte finale della discesa dall'Altopiano di Fanes.

Le cene e le colazioni, molto apprezzate, hanno contribuito alla convivialità del gruppo.

C'è stata apprensione nel pomeriggio di martedi', quando, dopo una breve escursione nella mattinata, una parte di noi ha deciso di noleggiare le mountain bike dell'albergo per percorrere la ciclabile della Val Pusteria. Un nostro socio è stato vittima di una rovinosa caduta, con ricovero presso l'ospedale di Brunico, da cui, con suo e nostro sollievo, è stato dimesso il giorno successivo (grazie Emanuela per la tua disponibilità ad andare in ospedale e riportarlo in albergo), pur con escoriazioni varie e rottura del setto nasale, che non gli hanno impedito, se non altro, di girare in bus o in treno per i paesi della valle nei giorni successivi.

E ora spazio alle recensioni delle gite, giorno per giorno: si ringraziano, per le relazioni, Enrica Croletto per l'altopiano di Fanes e il Rif. Tre Scarperi, Vanni Aimo per il Rif. Roma, Emanuela Sarzotti per le Tre Cime di Lavaredo, Elio Guglielmetto per il Lago di Braies e Osvaldo Plano per la Ferrata del Monte Paterno.

Alessandro Martoglio

 

Domenica 22 Agosto

VAL DI FANES

Primo giorno di vacanza del gruppo della sezione Cai di Bussoleno in Val Pusteria.

Val Pusteria 1Viste le previsioni meteo ,che indicano nel pomeriggio possibilità di temporali, e dato il faticoso viaggio del giorno precedente, causato dalle numerose code per raggiungere Valdaora, si è optato per la giornata odierna di effettuare un’ escursione tranquilla. La meta prescelta è stata la Val Di Fanes e i suoi rifugi. Ci si ritrova alle 8,15 al parcheggio dell’Hotel in 20 , 6 del gruppo hanno scelto di effettuare altri itinerari. Subito si sbaglia strada e si finisce nel cortile del margaro ma poi ci si riprende e attraverso il passo della Furcia si raggiunge dopo 20 km San Vigilio di Marebbe e si prosegue verso il Parco Naturale di Fanes.

Al modico prezzo, si fa per dire, di 12 euro si percorre la strada nel bosco sino al piazzale antistante il rifugio Pederù a quota 1540 .Il percorso inizia subito in salita su un sentiero ripido e ghiaioso che talvolta interseca la strada sterrata di servizio dei rifugi. Dall’alto si scorge il lago Piciodel ma ora il cammino procede ,con meno fatica ,attraverso una valle disseminata di pino mugo sino a raggiungere il rifugio Fanes a quota 2022 m.

Molti sono i ciclisti ed escursionisti che qui incontriamo. Sono passate due ore dalla partenza,il gruppo non accusa segni di eccessiva stanchezza così si procede ancora oltre verso il passo Limo.Il sentiero spesso gradinato e roccioso interseca più volte la strada sterrata ed in breve tempo , 45 m circa,ci conduce oltre al passo sino al bel laghetto di Limo. Il lago è situato in una conca adibita a pascolo si presenta come un bel balcone panoramico sulle dolomiti Ampezzane e su quelle di Senes Braies

Alcuni optano per il pranzo al sacco e qualcuno ridiscende velocemente sino al rifugio Fanes per gustare qualche specialità trentina. Ricompattato il gruppo presso il rifugio, con una piccola deviazione di 10 m, si raggiunge il Rifugio Lavarella. Paesaggio splendido…... ci circondano splendide montagne rocciose dal colore grigiastro e verdastro con sfasciumi di pietre lungo le pareti.

Anche se nella mattinata il sole e le nuvole si sono spesso alternati ora il cielo si è fatto più grigio ed invita tutti ad un rapido ritorno. Si sceglie per la via del ritorno nel primo tratto la strada sterrata che ci conduce a passare accanto al lago Piciodel che al mattino avevamo visto dall’alto. Una goccia….un’altra… e un’altra ancora ci fanno allungare il passo e poi si sente un tuono in lontananza e la piogga inizia a cadere. I passi si fanno più veloci e malgrado il sentiero poco agevole si arriva al parcheggio quasi asciutti...per oggi ci è andata bene .

Forte temporale con gradinata in serata ma ormai tutti al riparo

Enrica Croletto

 

Lunedì 23 agosto

Rifugio Roma (Parco naturale delle Vedrette di Ries)

Val Pusteria 8Con le auto raggiungiamo Riva di Tures, passando per Brunico e Campo Tures. Dal parcheggio inizia la nostra escursione. La quota di partenza è 1.595 metri, la quota della nostra meta è 2.274 metri. Il sentiero è da subito abbastanza ripido, ma sale con regolarità in una magnifica foresta di abeti. Guardando verso valle vediamo i curatissimi prati, incredibilmente verdi. Poi il sentiero spiana un po’ e raggiungiamo una radura dove c’è un alpeggio.

Rientrati nel bosco, dopo circa un’ora dalla partenza, troviamo una bella cascata. Tutti ci fermiamo per scattare foto. Ora il sentiero riprende a salire e quindi si formano gruppetti: c’è chi cammina più velocemente e chi ha un passo più lento (io tra questi). Dopo altri 20 minuti di salita, a un bivio, troviamo l’indicazione “Kasseler Hutte - Rifugio Roma 40 minuti”. Alzando gli occhi, il Rifugio compare in alto, sul filo dell’orizzonte.

Sembra vicino, ma la strada è ancora abbastanza lunga. Più avanti attraversiamo un impetuoso torrente su un ponte, poi la salita si fa più dura e in circa 30 minuti raggiungiamo il Rifugio Roma. E’ mezzogiorno, abbiamo impiegato circa 2 ore e 15 minuti, ma siamo tra gli ultimi. I primi sono già andati oltre. Li raggiungiamo in un punto da cui si può godere della vista del Monte Collalto e del suo ghiacciaio.

Al ritorno al Rifugio Marco propone un’ulteriore escursione al lago Maler, 50 minuti la salita e discesa su un altro itinerario. I più preferiscono fermarsi a mangiare, io mi faccio tentare e insieme ad un manipolo di intrepidi inizio la salita, che è ripida ma abbastanza regolare. I più veloci ogni tanto si fermano ad aspettare noi più lenti. Dopo mezz’ora il Rifugio lo vediamo giù in basso. Infine attraversiamo una cengia e siamo al lago, quota 2501 metri. Panorama magnifico. Mangiamo e poi, costeggiando tutto il lago, iniziamo il ritorno.

Dopo un primo tratto sullo stesso itinerario della salita, prendiamo a sinistra seguendo una labile traccia di sentiero in un ripido prato. In fondo alla discesa raggiungiamo il bel sentiero che al mattino ci ha portati al Rifugio Roma, nei pressi dell’Alpe Erpacher. Un bellissimo muretto a secco ne delimita i confini.

Al mattino, impegnato nello sforzo della salita, non lo avevo notato. Coloro che hanno pranzato al Rifugio sono già più a valle. Ora la discesa è agevole. Il grosso del nostro gruppo galoppa come puledri, indietro restiamo in due, affaticati ronzini. Poco per volta perdiamo terreno e allora decidiamo di desistere e proseguire col nostro passo. Più a valle raggiungiamo un gruppetto di ritorno dal Rifugio e ci aggreghiamo a loro fino a Riva, dove i puledri sono arrivati da un pezzo.

Vanni

 

Martedì 24 Agosto

Rifugio Tre Scarperi

Programma variato a causa delle previsioni del tempo che ,non essendo stabile, ci fa rinunciare all’escursione prevista alle tre Cime di Lavaredo.

Si opta quindi per un’escursione non impegnativa nella prima parte della giornata e ,tempo permettendo ,un’uscita pomeridiana in bicicletta sulle splendide vie ciclabili intorno a Valdaora.

Val Pusteria 16Si parte con il gruppo quasi al completo con Carlo ed Elisabetta che si sono aggregati ieri dalla Val Aurina. La meta prevista è il Rifugi Tre Scarperi. Mai fidarsi degli indicatori stradali, infatti ci ritroviamo seguendo le indicazioni in un parcheggio a 6 Km di distanza dal nostro punto di partenza…… non ci rimane che ritornare indietro. Finalmente raggiungiamo il parcheggio di Val Campo di Dentro a quota 1334 m ,naturalmente anche questo a pagamento..

Il gruppo che intende effettuare l’uscita in bicicletta decide di prendere la navetta per ottimizzare il tempo ,dato che dalle 12,30 alle 14 il servizio è interrotto. Il resto del gruppo invece effettuerà tutta la salita su sentiero. Purtroppo si verificano alcune incomprensioni , qualcuno sale sulla navetta e qualcuno invece rimane a terra e si vede anche salutare dal finestrino del mezzo. Non rimane altro da fare che aggregarsi agli altri.

Ci si incammina tutti per una strada sterrata che poi si trasforma in un bel sentiero tra boschi , che risale il versante destro della montagna ricollegandosi alla strada nella parte finale. Durante il percorso incontriamo il gruppo dei ciclisti pronti per il rientro e qui si ricompattano le coppie che si erano divise alla partenza. Il dislivello è poco , 292 m , ed in circa due ore si raggiunge il rifugioTre Scarperi , a quota 1626, che appare come un bell’alberghetto di montagna.

Di fonte a noi si stagliano le pareti verticali del massiccio dei Tre Scarperi e della altre cime dolomitiche e un cartello indica la possibilità di raggiungere in due ore e trenta il Rifugio Locatelli. Ci inoltriamo ancora più avanti nel vasto pianoro antistante il rifugio, anche per sfuggire alla moltitudine di escursionisti che sono arrivati sin qui, per lo più in navetta, come i veri montanari amiamo di più la solitudine. Sosta pranzo accanto al ruscello.

Nel primo pomeriggio si riparte: alcuni prendono la navetta e gli altri ripercorrono il sentiero di salita. Appena prima del parcheggio iniziano a cadere le prime goccioline di pioggia, non c’è neanche bisogno di aprire l’ombrello perchè ormai siamo arrivati . Per chi ha deciso di non andare in bicicletta non rimane da fare che dedicarsi allo shopping a San Candido.

A cena purtroppo arriva la brutta notizia,un socio dell’escursione in bicicletta è caduto e si trova al pronto soccorso di Brunico per accertamenti ….non ci voleva proprio! Fortunatamente la situazione sembra non essere grave ma ciò si ripercuote sull’umore generale del gruppo.

Enrica Croletto

 

Braies1

Giovedì 26 agosto

Val Fiscalina – RIFUGIO ZSIGMONDY COMICI

Val Pusteria 22Alla gita hanno partecipato 17 persone, mentre altre 10 hanno preferito andare al Lago di Braies, raggiunto comunque a piedi; Emanuela invece si è offerta di andate in ospedale a Brunico per riaccompagnare in albergo il nostro socio caduto in bici il giorno precedente.

Per i ferratisti si prevedeva la prosecuzione, dopo il rifugio, verso Forcella Giralba per imboccare la Strada degli Alpini, ma, considerata la lunghezza dell'itinerario e le previsioni del tempo incerte del pomeriggio, hanno preferito rinunciare. La giornata ha presentato nubi sparse con schiarite e ci ha permesso di ammirare un ambiente spettacolare per le cime attorno al rifugio.

Abbiamo lasciato le auto al primo parcheggio all'ingresso della Valle Fiscalina (m. 1340). In circa mezzora abbiamo raggiunto il parcheggio superiore completo di auto e quindi in un'altra mezzora in lievissima salita su sterrato il Rifugio Fondovalle (m. 1540). Dopo il rifugio, ad una biforcazione, si prende il sentiero di sinistra che si inerpica con ripidi tornanti tra pini mughi che mettono a dura prova le nostre gambe e il fiato, col sudore che scorre copioso, malgrado il sole appaia solo di tanto in tanto dalle nuvole alte. Le cime cominciano ad apparire. Abbandonato il bosco si continua su sentiero particolarmente sassoso e faticoso che costeggia la parete di Cima Una effettuando un lungo traverso in salita, finché ad un tratto appare su uno sperone roccioso alla nostra destra la bandiera del rifugio, che si raggiunge con un ultimo tratto ripido, leggermente esposto. Abbiamo impiegato tra le 2.30 h. e 3 h. dalla partenza. Fa freschino, tanti consumano un té caldo e si concedono uno strudel. Io e Giampiero ci rintaniamo all'interno del rifugio per gustarci un'ottima e sostanziosa frittata con speck, uova e patate presentata in padella, che ci rinfranca lo stomaco e lo spirito.

Nel frattempo è uscito il sole che ci permette di dare uno sguardo all'anfiteatro di cime attorno al rifugio con la Croda dei Toni e Cima Undici, presso la quale passa la Strada degli Alpini, in bella evidenza e che ci accompagnerà fino al ritorno in valle, previa sosta al Rifugio di Fondovalle per soddisfare le nostre bocche assetate.

Alessandro Martoglio

 

Giovedì 26 agosto

Ferrata Innerkofler - Monte Paterno (2745m)

Val Pusteria 31Questa escursione era in programma nei primi giorni della vacanza, poi, ogni sera si rimandava perchè le previsioni non prevedevano giornate stupende, e abbiamo fatto una buona scelta, giovedì era la giornata giusta, un pò freddina al mattino, ma stupenda per l’intera giornata. Dopo una noiosa coda in auto e il pagamento di 30,00 euro passiamo la sbarra della strada che conduce al rifugio Auronzo (2320m). L’escursione inizia costeggiando su sentiero le tre Cime di Lavaredo dal lato sud in compagnia di centinaia di persone, passiamo al rifugio Lavaredo e proseguiamo verso la forcella Lavaredo (2454m). Grande spettacolo, cominciamo a vedere di filato le nord delle tre Cime, emozionante. Qui ci dividiamo, l’allegra brigata di ferraristi composta da me, Marco, Rita e Mauro continua a salire verso l’attacco della ferrata mentre gli escursionisti proseguono verso il rifugio Locatelli per fare il giro integrale dei tre monoliti. Noi iniziamo su una cengia attrezzata sul lato est che ci porterà all’ingresso di una bassa galleria che sbuca sul lato ad ovest della parete, l’uscita della galleria buia fa da cornice alla Tre Cime, uno stupendo quadro fotografico. Proseguiamo su cenge, crestine e gallerie attrezzate solamente con il cavo, ci sono pochi fittoni di appoggio per i piedi, la dolomia offre parecchi appoggi per i piedi e le mani, l’ascesa diventa una arrampicata facile e divertente. Arrivati alla Forcella del Camoscio (2650m) ritorniamo leggermente indietro per iniziare la salita verso la cima. Visto la grande affluenza c’è un percorso di salita e uno di discesa, il che rende snello l’arrivo in vetta (2745m), paesaggio stupendo a 360° con a ovest le imponenti Tre Cime, in basso, un formicaio impressionante di turisti/escursionisti che popolano il giro delle Tre Cime. Dopo le classiche foto di rito e un panino iniziamo la discesa, ritorniamo alla Forcella del Camoscio e proseguiamo in discesa su una lunga serie di cenge con resti della Grande Guerra, fino a raggiungere una galleria attrezzata, qui scopriamo perchè è consigliata la pila frontale. La galleria scende per un dislivello di 150/200 m nel cuore della parete verso lo spigolo nord Ovest del Monte Paterno in direzione del rifugio Locatelli (2405m), all’uscita, in 15 minuti lo raggiungiamo, di li, per il sentiero alto sotta la parete Ovest del Monte Paterno raggiungiamo il punto di partenza. Bellissima escursione, è stata la ciliegina sulla torta, di una settimana di belle gite in un ambiente montano che riempe gli occhi di bellezza. Grazie Alessandro.

Osvaldo Plano

 

Giovedì 26 agosto

Giro delle Tre Cime di Lavaredo.

Val Pusteria 24"Domani colazione alle sette e un quarto!" Perché l'accesso al Rifugio Auronzo, punto di partenza del giro, è a numero chiuso e se si arriva tardi si rischia di non salire.

Così ci avviamo di buon mattino in direzione Dobbiaco e poi Misurina, per poi deviare verso l'Auronzo.

Dal Lago d'Antorno fino al casello del pedaggio c'è già una bella e soprattutto luuuunga coda di auto, che fare? Qualcuno demorde e decide di lasciare l'auto al Lago affrontando la salita all'Auronzo a piedi. Gli altri proseguono affrontando la coda e fortunatamente tutti riescono a passare.

Il gruppo a questo punto è diviso. I ferratisti (meno uno...) sono già partiti per il Rif. Lavaredo e di qui all'attacco della ferrata che li porterà sul M.te Paterno.

Il resto si ricompone all'Auronzo (2.320 m slm) e si avvia, o, meglio, si accoda alla processione di gente sul largo e comodo sentiero che in senso antiorario, guardando a N, circumnaviga le Tre cime, conducendo come primo punto tappa al Rif. Lavaredo (2.344 m slm). Durante il percorso foto di rito con le Tre Cime riprese dalle varie angolazioni.

La vista che si apre sul Parco naturale delle Tre Cime giungendo alla Forcella Lavaredo, subito dopo aver lasciato alle spalle l’omonimo rifugio, è impagabile. Guglie, cime, crode si susseguono in un panorama che fa dimenticare, per un momento, la folla. Il meteo è dalla nostra e le Tre Cime si ergono in tutto il loro splendore davanti a noi.

Arrivati al Rif. Locatelli (2.405 m slm), seconda tappa del giro, è ora di pranzo. Il capogita Alessandro Martoglio con il suo fido compare di merende Gian Pier si dirigono al self service del Rifugio decisi a completare l'excursus gastro-rifugistico della settimana. Gli altri si sistemano per il pranzo al sacco poco distante, con vista sui Laghi dei Piani.

Dopo pranzo, si riparte dal Rif. Locatelli riscendendo nella conca per poi piegare a destra lungo il sentiero 105 che ci porterà prima alla Malga Langalm (2.232 m slm), vicino alle sorgenti del F. Rienza, poi alla Forcella Col di Mezzo (2,324) da cui il panorama è mozzafiato. Le Tre cime sono davvero il Louvre delle Dolomiti! Da qui il sentiero, affacciandosi nuovamente sul lato Sud delle Cime, ci riporta al Rif Auronzo, dove ci si ristora con un bel bombardino.

Giornata e percorso splendidi. Sentieri molto affollati, soprattutto la prima parte fino al Rif. Locatelli, ma i panorami sono veramente eccezionali.

 

Manuela Sarzotti

 

Venerdì 27 Agosto

PICCO DI VALLANDRO

Val Pusteria 34Ultima gita della nostra settimana in Val Pusteria. Da Valdaora in una ventina raggiungiamo il parcheggio all'inizio di Prato Piazza (m. 1979) attraverso la Valle di Braies vecchia, con un ultimo tratto di strada a pagamento. Imbocchiamo la carrareccia che in pochi minuti ci conduce all'omonimo rifugio per svoltare, seguendo le indicazioni, a sinistra, su un sentiero che che sale tra verdi prati e alcuni pini. Il sentiero punta decisamente sulla cima fino ad arrivare ad una sorgente. Si continua a salire su prati sempre più radi l'erto pendio tramite numerosi tornanti fino ad arrivare sulla cresta meridionale, sotto la quale c'è un impressionante canalone detritico. Stando vicino alla cresta si giunge all'anticima. Grazie all'aiuto di catene si scende di pochi metri ad una forcella. Il tratto è aereo e leggermente esposto. Tre soci si erano già fermati in precedenza. Tutti gli altri, pur con qualche esitazione da parte di qualcuno per questo passaggio, guadagnano la vetta dopo poche decine di metri di salita (m. 2839).

Il panorama è fantastico sulle Dolomiti Ampezzane, di Sesto e di Braies. In evidenza le Tre Cime di Lavaredo, il cui giro abbiamo effettuato il giorno precedente.

Ormai ben allenati per le gite dei giorni precedenti siamo stati più veloci a salire del tempo indicato (h. 2.40), impiegando tra le 2 h. e le 2.30 h.

Oggi niente rifugi. Si pranza al sacco poco sotto la vetta e si scende con calma fermandoci al rifugio di Prato Piazza per una birra e/o un caffé, brindando alla settimana di gite conclusa felicemente.

 

Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito.